Dinamo: acciacchi, assenze e forza dell’avversaria, per una sconfitta quasi inevitabile
Al Palaserradimigni passa il Saragozza. Nelle prossime ore il responso che stabilirà l’entità dell’infortunio di Bendzius. Il punto di Aldo Gallizzi

L’assenza di Bendzius, qualche giocatore acciaccato, a cui si sono sommate la forza dell’avversaria e la sua giornata particolarmente felice dal punto di vista balistico. La secca sconfitta interna della Dinamo, maturata ieri sera al PalaSerradimigni contro gli spagnoli del Saragozza nel primo match della seconda fase della Champions League, si spiega semplicemente così. Poco, molto poco da recriminare, perchè il verdetto del campo non ha lasciato spazio ad alcun tipo di rimpianto, se non il fatto di essere arrivati alla sfida in condizioni certamente non ottimali. «Delle volte bisogna anche applaudire l’avversario», ha detto Poz nel dopo gara, dichiarazioni totalmente condivisibili.
L’assenza di un giocatore come Eimantas Bendzius, ha privato la Dinamo di una pedina tattica importante, che avrebbe consentito ai biancoblù di aprire la difesa avversaria. Ciò ha reso la Dinamo più prevedibile e controllabile, grazie ad un’intensità molto alta messa in campo dagli avversari, sia sul perimetro che sotto i tabelloni. Le altissime percentuali da tre degli spagnoli hanno poi spento qualsiasi velleità di recupero dei sassaresi ai quali non si può certo rimproverare di non averci provato. Resettare be guardare avanti deve essere ora la parola d’ordine, con l’auspicio che l’infortunio di Bendzius non sia niente di che (nelle prossime ore il giocatore si sottoporrà a tutti gli accertamenti del caso) e che il lituano possa tornare nei ranghi quanto prima. Anche perchè, con la partita di ieri il Banco ha sostanzialmente iniziato un vero e proprio tour de force che la porterà a disputare 12 partite in 40 giorni. Partite dalle quali si delineeranno futuro e obbiettivi, sia in campionato che in Champions ad iniziare dalla doppia trasferta sui parquet di Varese e di Nymburk in calendario per sabato e martedì prossimi.
Aldo Gallizzi







