Pili (Sardi Liberi): «Basta speculazioni sul prezzo del latte»

Al via la marcia: 50 trattori in strada dal Sulcis a Villacidro. Centinaia di allevatori pronti alla reazione dura contro il cartello degli industriali

PiliLatte1Cagliari. «Una marcia per il latte che rischia di diventare ogni giorno di più una guerra contro le speculazioni del cartello degli industriali. La mobilitazione scattata domenica mattina nel Sulcis e conclusasi a fine mattinata nel crocevia tra Cagliari e la SS133 è il preludio ad azioni ancora più dure e determinate. Oltre 50 trattatori in strada, con centinaia di allevatori provenienti da tutti i paesi delle roccaforti agropastorali hanno segnato l’avvio di una mobilitazione imponente che ha coinvolto tutto il sud Sardegna. Se entro una settimana non sarà definito il prezzo del latte superiore ai 0,90 euro si arriverà allo scontro duro contro Regione e industriali. I tempi della mediazione sono scaduti, il mondo agropastorale non può attendere oltre. Le speculazioni in atto contro i pastori sardi sono reiterate e gravi da parte di industriali che continuano a diventare sempre più ricchi e gli allevatori sempre più poveri. È l’inizio di una mobilitazione che andrà in crescendo se non arriverà in tempi rapidi la quotazione del prezzo del latte sopra i 90 centesimi con la piena assunzione di responsabilità da parte di industriali e Regione. Dopo decine di assemblee spontanee organizzate nell’ultime settimane si è deciso di mettere in atto una prima azione dimostrativa che potrebbe sfociare già nei prossimi giorni in iniziative ben più forti capaci di generare disagi e non solo. Per questa ragione la protesta si è dispiegata in tre presidi di trattori e allevatori in tre punti diversi del sud Sardegna, per poi convergere verso il crocevia di S’acqua cotta a Villacidro. Una mobilitazione promossa da comitati di base con i quali abbiamo da mesi intrapreso un confronto serrato per arrivare a mettere in campo una proposta articolata per far uscire il settore dai ricatti industriali e dall’inerzia/complicità della politica». Lo ha detto Mauro Pili, candidato presidente della Regione Sardegna per Sardi Liberi, promotore insieme a decine di comitati di base dell’iniziativa che domenica mattina ha provocato rallentamenti in tutto il sud Sardegna per denunciare la gravissima situazione in cui versa il settore agropastorale della Sardegna.

PiliLatte2«L’iniziativa rappresenta il primo duro segnale verso l’arroganza degli industriali e l’ignavia della regione. Nel corso dell’assemblea finale a Villacidro è stato deciso di convocare per l’8 febbraio prossimo un’assemblea di allevatori per decidere le iniziative da intraprendere se non sarà definito entro il 7 febbraio il prezzo del latte sopra i 90 centesimi. Insieme alla definizione di un prezzo rispettoso del valore del latte e del lavoro dei campi serve subito una vera e propria Autority per il settore lattiero caseario ovi-caprino per la certificazione di qualità e quantità, capace di regolare la produzione di punta e ridurre al massimo la differenza con i prodotti diversificati. Promuovere un piano strategico per diversificare i prodotti in funzione di nuovi mercati, da ampliare e rafforzare, attivare urgentemente ogni utile e inderogabile azione di tutela rivolta al Pecorino Romano, sotto attacco nazionale e internazionale e delle altre due DOP (Pecorino Sardo e Fiore Sardo. L’organismo interprofessionale, elefantiaco e lento, sorto in Sardegna è inadeguato a svolgere la funzione di strumento regolatore del sistema serve con urgenza una Autority, terza, al di sopra delle parti, non di mediazione ma di certificazione, di quantità e qualità indispensabili per pianificare e governare le produzioni. Un’Autority antispeculazione, capace di regolare in modo scientifico la domanda e l’offerta del sistema lattiero caseario sardo», spiega Pili, che così prosegue: «Industriali e Regione Sarda si stanno rendendo complici di una crisi senza precedenti del settore più importante della Sardegna. Occorrono risposte urgenti e non più derogabili. Non è più tempo di chiacchiere o gratuite promesse preelettorali. Il governo e la regione hanno il dovere e l’obbligo di bloccare le speculazioni in atto sul settore lattiero caseario. Il prezzo del latte ovino a 0,54 euro/litro, riflette solo in parte la grave speculazione in atto e nelle stesso frangente – ha denunciato Pili. Nessuno persegue e pianifica l’incontro tra la domanda e l’offerta, anzi, qualcuno fa di tutto per speculare e mortificare il sistema, tenendo sul filo del fallimento l’intero mondo agropastorale».

«Occorre prefissare un quantitativo di latte da destinare al formaggio di punta, in questo caso il pecorino Romano. Se ne deve produrre sempre e solo quello necessario a mantenere elevato il valore della produzione, senza mai alterare il valore commerciale del prodotto di punta, con il restante quantitativo di latte prodotto occorre orientare la diversificazione ad altre nicchie e nuove potenzialità. Occorre azzerare le scorte e serve la volontà politica per farlo, ma non sono più sufficienti solo provvisorie ed effimere soluzioni politiche, tantomeno per la definizione del prezzo del latte. Occorre esplorare nuovi mercati, orientare meglio le produzioni. Si registrano troppe contraffazioni, imitazioni, che stanno invadendo il mercato americano a scapito delle produzioni sarde e governo e regione stanno a guardare, anzi in alcuni casi il ministero è complice. Infine – conclude Pili – occorre perseguire politiche tese al miglioramento genetico del bestiame, incrementare l’autoproduzione di mangimi e foraggi proprio per le condizioni insulari della Sardegna e promuovere un grande piano di comunicazione per la promozione del prodotto “Pecorino Romano” e una seria gamma di diversificazione dei prodotti del settore. Continuare a stare fermi significa distruggere il settore proprio quando si intravvedono importanti occasioni di rilancio. E se non ci saranno risposte urgenti dalla settimana prossima sarà guerra contro le speculazioni e i complici di questo disastro annunciato».

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