Crisi al Comune, il Pd tenta di ricomporre il quadro

Mercoledì un incontro con gli altri partiti della coalizione. Poi venerdì il vertice del Partito Democratico. «Serve l’impegno di tutti», scrive il segretario Cordedda

PdBandieraSassari. L’obiettivo è evitare una rottura definitiva e continuare l’esperienza amministrativa al Comune di Sassari. Dopo il vertice di lunedì mattina nella sede della federazione di via Mazzini il Partito Democratico «ritiene indispensabile che occorra mettere in campo l’impegno di tutti per superare questo momento di crisi politica che la città sta affrontando». Parole messe nero su bianco in una nota dal segretario provinciale Gianpiero Cordedda. È necessario insomma svelenire il clima e rasserenare gli animi prima che sia troppo tardi. «Tutto questo – riprende la nota – richiede un paziente lavoro di ricucitura ed uno sforzo di tutti: del sindaco, degli organismi dirigenti e di tutte le forze politiche di maggioranza della città e non solo. Per questo nelle giornate tra mercoledì e giovedì promuove un incontro con i partiti impegnati nell’alleanza di centro sinistra e sovranista a Sassari e provincia, per decidere insieme la ripartenza alla luce degli impegni assunti e della volontà politica di proseguire l’esperienza amministrativa nel capoluogo della provincia».

ConvenzioneProvincialeCongressoPd
Da sinistra, il secondo è Massimo Pintus, poi il segretario Gianpiero Cordedda e il sindaco Nicola Sanna

È questo quindi il primo risultato del vertice di lunedì mattina al quale hanno partecipato i big del partito a livello locale, parlamentari, consiglieri regionali, il dirigente Massimo Pintus, oltre ai segretari provinciale e cittadino, Gianpiero Cordedda e Fabio Pinna, quest’ultimo assessore dimissionario, e ovviamente al sindaco Nicola Sanna.

Si tenta insomma di ricomporre il quadro. La coalizione di centrosinistra che nel 2014 ha vinto le elezioni deve continuare a guidare Sassari. Formule alternative non sono all’ordine del giorno. Ma qualcuno ci stava già pensando. Un rimescolamento delle carte, se andasse in porto, avrebbe del clamoroso e troverebbe sostegno nella poca voglia di alcuni consiglieri di maggioranza di andare a casa. Venerdì i vertici del Pd tireranno le somme.

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