Antonio Cardin: Tasi, scandalo aliquote nell’agro di Sassari

Il candidato sindaco del PSd’Az critica il commissario straordinario: «Trovo non opportuno prendere provvedimenti che di ordinaria amministrazione non hanno niente»

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Antonio Cardin

Sassari. «Mi spiace dover segnalare alcune cose gravi che, per cause diverse, si stanno verificando dentro l’amministrazione comunale». Il candidato sindaco del PSd’Az affida ad un nota stampa alcune riflessioni su quanto accaduto a Palazzo Ducale in queste settimane di assenza del Consiglio comunale. «Premesso che trovo non opportuno, da parte del commissario, prendere provvedimenti che di ordinaria amministrazione non hanno niente come la destinazione del carcere di San Sebastiano, che alcune delle delibere, per quanto legittime, potevano non essere prese in quanto non così urgenti (ridefinizione dell’organico 2014/2015, individuazione nuova posizione organizzativa, aumento del personale). Premesso che non sto contestando la legalità né di questi provvedimenti né l’approvazione del bilancio con tutto ciò che ne consegue a danno dei cittadini… non posso esimermi da fare alcune riflessioni sugli esiti degli atti appena citati compreso la necessaria approvazione del bilancio».

«Privare il prossimo sindaco, il prossimo esecutivo e il prossimo Consiglio comunale della possibilità di esercitare la propria volontà in questioni così importanti è non solo inopportuno, ma anche irrispettoso nei confronti di una intera città e di una intera popolazione. Cosi come era inopportuno andare ad elezioni anticipate, con un bilancio ancora da approvare e, su questo, tutto il centro sinistra, il presidente Ganau in testa, dovrebbero recitare il mea culpa. L’approvazione del bilancio, da parte del commissario straordinario, serve ricordare che non è stata approvata dal Consiglio Comunale, non è stato neanche discusso in aula, se non nella apposita commissione, anche perché nessuno pensava che si andasse ad elezioni anticipate, maggioranza compresa. Ecco i risvolti, che pagheranno i sassaresi – continua Cardin –, previsti con l’approvazione delle aliquote.

IMU: aliquota abitazione a disposizione 1,06%. Questa aliquota, che è quasi il doppio di quella della prima casa, deve essere pagata anche da chi è proprietario solo di una quota della casa stessa ma che di fatto non ne ha la disponibilità. In questo caso il comune avrebbe dovuto prevedere per questi pseudo-proprietari una aliquota diversa.

TASI: ovvero lo scandalo dell’agro: come tutti sapete “È il tributo dovuto per la copertura dei servizi indivisibili. Il presupposto è il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di fabbricati, ivi compresa l’abitazione principale come definita ai fini dell’imposta municipale propria e di aree edificabili”. Ebbene le aliquote approvate mettono sullo stesso piano i proprietari della case e appartamenti in centro con quelli che vivono nel vastissimo agro di Sassari. Un 2 per mille che grava anche su tutti quei poveri malcapitati che, vivendo nell’agro (e spesso non per scelta), pagano una tassa per qualcosa di cui non usufruiscono. Provate a pensare a tutte quelle abitazioni che non hanno illuminazione pubblica, non vedono mai un minimo di manutenzione strade, non vedono nessuna miglioria o abbellimento o inserimento di verde pubblico, non hanno servizio idrico, non sono collegati dal servizio pubblico di collegamento (Atp), e hanno tutti i servizi comunali a km e km di distanza».

«L’ennesimo scippo, l’ennesimo furto, l’ennesima iniquità nei confronti di migliaia e migliaia di abitanti che si vedono considerati praticamente ai margini della città. Spero – conclude Antonio Cardin – che in tanti verifichino e riflettano sull’ennesimo regalo che la vecchia amministrazione ci ha lasciato».

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