Sassari ha i forum sociali di quartiere
Saranno dieci in tutto. Il Consiglio comunale ha approvato il regolamento. Potranno partecipare anche i sedicenni. Il voto contrario del M5S
Sassari. Dieci forum, tanti quanti sono i quartieri nei quali viene suddivisa la città, una partecipazione allargata ai giovani che abbiano compiuto il sedicesimo anno di età e una durata legata al mandato del sindaco. Sono i punti che caratterizzano il nuovo regolamento per la costituzione dei forum sociali di quartiere approvati dal Consiglio comunale martedì pomeriggio. La pratica è passata con i voti contrari del M5S, che aveva presentato sette emendamenti, tutti respinti.
Un primo forum comprenderà San Donato, San Sisto, Sant’Apollinare, Santa Caterina, San Nicola, Santa Maria e Sant’Eusebio. Un secondo Sassari Centro, San Giuseppe, Rosario, Cappuccini, Luna e Sole, viale Umberto, viale Dante e via Oriani. Un terzo i quartieri di Latte Dolce, Santa Maria di Pisa, Sant’Orsola, Tana di Lu Mazzoni. Poi il forum con Li Punti, San Giovanni, Ottava, Predda Niedda. Un quinto con Monte Rosello alto, Monte Rosello basso, Sassari 2, Sacro Cuore, Baddi manna e Monte Furru. Un sesto con i quartieri di San Francesco, Filigheddu e Taniga. Il settimo con i quartieri di Lu Fangazzu, Prunizzedda, Monte Bianchinu e Serra Secca. Un ottavo con Carbonazzi, San Paolo, via Napoli e via Verona. Un nono con i quartieri di Monte Oro, La Landrigga, Bancali, Caffè Roma, Prato Comunale, Mandra di L’Ainu, Caniga, Giaga Manna e Saccheddu. Infine il decimo forum con Monserrato, Rizzeddu, Porcellana, Piandanna e Gioscari.
«Crediamo negli istituti partecipativi di cittadinanza attiva, che si fanno carico della discussione e che rappresentano uno degli assi portanti della nostra amministrazione. Affrontiamo questo procedimento di organizzazione democratica della città differenziando tra chi deve raccogliere osservazioni e quello che è il momento della decisione. I forum sociali di quartiere li abbiamo chiamati perché la commissione ha svolto un egregio lavoro, è riuscita a contemperare le esperienze già presenti in Italia e quelle in città – ha detto il sindaco Nicola Sanna –. Abbiamo già diversi comitati di quartiere. Le finalità, come dice l’articolo 2, sono di collaborazione e di confronto con l’amministrazione. Questo l’atteggiamento che sollecitiamo e al quale diamo la massima credibilità». Un forum è in realtà già istituzionalizzato ed è quello della Nurra con la Circoscrizione.
Un ringraziamento è andato alla presidente della I Commissione permanente (regolamenti e partecipazione) Lalla Careddu (Città Futura). «Abbiamo fatto un lavoro lungo e ponderato. Questo regolamento cambierà la città, che ha una grande ansia di partecipazione. Vorremmo fornire uno strumento, ordinato ma anche democratico e spontaneo. Tra i capisaldi c’è l’ingresso dei sedicenni, ma anche chi studia e lavora in una determinato quartiere può partecipare a soluzioni o istanze», ha detto la presidente Careddu. Il mandato del direttivo sarà legato al mandato del sindaco, che ne sarà il referente. Il presidente del Consiglio comunale può riceve istanze e informare l’Assemblea. «I cittadini che abbiamo sentito vogliono risultare “sganciati” dalla politica. Va benissimo sganciare i forum dai partiti. Ma quando ci si occupa dei problemi della città si fa politica».
Ciascun forum verrà istituzionalizzato con un’assemblea. A questa potranno aderire «tutti i cittadini, senza distinzione di sesso, che abbiano compiuto il 16° anno d’età, che siano residenti e/o domiciliati nel quartiere e tutti i fruitori del quartiere in qualità di titolari e/o gestori di un’attività commerciale, professionale, di studio, produttiva e/o associazionistica con sede nel quartiere». Un novità importante la partecipazione dei sedicenni: «È stata colta la necessità di un momento partecipativo anche dei giovani – ha sottolineato il primo cittadino – che possono portare un contributo notevole con la loro freschezza di idee. Una sfida a sollecitare l’impegno dei nostri giovani. Un nuovo strumento democratico che darà buoni frutti». Un senso civico di partecipazione che doveva trovare spazio nei forum.
Il regolamento è strutturato in 18 articoli che mettono in evidenza l’azione attraverso la quale il Comune di Sassari estende e accresce la partecipazione diretta e consapevole dei cittadini. Il regolamento si ispira «ai principi di democrazia partecipata, di cittadinanza attiva e al fine di favorire il più ampio coinvolgimento dei cittadini alla vita amministrativa e alla cura dei beni comuni, disciplina l’istituzione, le funzioni, l’organizzazione e le prerogative dei Forum di Quartiere». Opereranno per fini sociali, culturali, sportivi, ricreativi, solidali e per l’esclusivo soddisfacimento di interessi collettivi nella tutela del bene comune del quartiere. Svolgeranno un ruolo propositivo e consultivo. Ed è previsto che avanzeranno proposte specifiche, per esempio, su cultura e tradizioni locali, sicurezza, tutela ambientale e civica, volontariato e solidarietà sociale. «Un movimento di partecipazione alla vita sociale che sono convinto darà buoni frutti», ha detto ancora il sindaco Sanna.
Diversa invece la posizione del M5S, che ha presentato sette emendamenti, tutti respinti. Una prima perplessità riguarda la durata degli organi rappresentativi, che è legata al mandato del sindaco. I 5Stelle propongono quattro anni (due in sede di prima applicazione. «Perché invece legare presidente, direttivo e assemblea al destino del primo cittadino? Non sono organismi slegati?», ha fatto notare il capogruppo Maurilio Murru, che ha aggiunto: «Volete per caso farvi le sezioni di partito affinché possiate controllare meglio il territorio? Vi servono le sentinelle. Non volete l’elezione di dieci presidenti e direttivi qualsiasi, ma li volete espressione della vostra maggioranza». Altro punto è il ruolo dell’assemblea. «In questo regolamento risulta depotenziata, scavalcata dal direttivo, che ne assume il compito di fare sintesi dei bisogni e delle esigenze del quartiere. Manca insomma totalmente la sovranità dell’assemblea». Ed ecco allora la presentazione degli emendamenti. «In caso di bocciatura il vostro disegno sarà chiaro e certificato e non potremo che esprimere voto contrario», ha concluso Murru.







