Terreni comunali ai disoccupati
È la proposta dei consiglieri-portavoce sassaresi del M5S, che hanno presentato un apposito ordine del giorno
Sassari. Studiare un regolamento per la concessione terreni comunali opportunamente suddivisi in lotti ad uso gratuito per tutti coloro che dalle liste di collocamento risultano disoccupati o inoccupati, seguendo una procedura di assegnazione che sia trasparente e partecipata. È quanto propongono i consiglieri comunali del M5S a Sassari Desirè Manca (prima firmataria, Maurilio Murru e Marco Boscani, che hanno presentato un apposito ordine del giorno.
«Il tasso di disoccupazione nella provincia di Sassari si attesta intorno al 22 per cento di cui il 40 per cento viene rappresentato dai giovani, il 12 per cento maschi, il 13 per cento dal sesso femminile», ricordano i consiglieri-portavoce. «Nel contesto del territorio non urbanizzato del Comune di Sassari le aree ad uso agricolo possono rivestire una rilevanza strategica, sia come risorsa ambientale (conservazione del paesaggio e prevenzione del dissesto idrogeologico) sia economica nella prospettiva di promozione di nuovi posti di lavoro. Secondo i dati aggiornati alla fine di dicembre 2014 da parte dell’Agenzia regionale del lavoro, i cittadini disoccupati e inoccupati in cerca di occupazione iscritti presso i Centri dei Servizi per il Lavoro della Regione Sardegna, risultano essere circa 500 mila. Tra questi, quasi l’80 per cento degli iscritti è un disoccupato di lunga durata che cerca lavoro da oltre 24 mesi; rispetto all’età, il 25 per cento delle persone in cerca di occupazione che si rivolgono ai servizi si concentra nella fascia anagrafica 35-44 anni, mentre quasi il 20 per cento ricomprende i lavoratori adulti, ossia gli over 55, espulsi dal mercato del lavoro. Tutto il territorio sassarese consta di 1.222 kmq circa rappresentato per il 70 per cento da terreno pianeggiante. L’agricoltura nelle aree periurbane va assumendo nuove caratteristiche multifunzionali rivolte alla fornitura di prodotti di qualità a “filiera corta”. L’articolo 44 della Costituzione stabilisce come fine quello di “conseguire il razionale sfruttamento del suolo e di stabilire equi rapporti sociali” e stabilisce inoltre che l’ordinamento “promuove ed impone la bonifica delle terre, la trasformazione del latifondo e la ricostituzione delle unità produttive».
Ed ecco il dispositivo. «Il Consiglio comunale impegna il sindaco e la Giunta a dare mandato alla Giunta ad effettuare la ricognizione delle aree e degli edifici rurali di proprietà comunale da destinare all’uso agricolo; ad effettuare, a tal fine, un censimento dei terreni abbandonati, incolti e/o adibiti a verde pubblico come definito nella legge “banco della terra”; a predisporre un idoneo strumento regolatore che tenga conto fra l’altro della salvaguardia del territorio e della prevenzione della salute umana alla luce delle indicazioni dell’Organismo Mondiale della Sanità, vietando su detti terreni l’uso di prodotti fitosanitari; a studiare un regolamento per la concessione dei beni come sopra individuati opportunamente suddivisi in lotti ad uso gratuito per tutti coloro che dalle liste di collocamento risultano disoccupati e/o inoccupati; a realizzare tutte le suddette azioni tramite un processo partecipato».






