Buffet dei Candelieri, il M5S preferisce non entrare a Palazzo di Città
«Rinunciamo a tutto quanto non sia diretta espressione della tradizione», commentano Maurilio Murru, Desirè Manca e Sofia Fiorillo. Giudizio negativo sulla Giunta Sanna

Sassari. E anche quest’anno i consiglieri-portavoce del M5S, pur regolarmente invitati come gli altri consiglieri comunali, hanno preferito rimanere all’ingresso di Palazzo di Città dove hanno atteso il passaggio dei Candelieri. Maurilio Murru, Desirè Manca e Sofia Fiorillo hanno così voluto ricordare che il buffet che ogni anno viene organizzato in attesa del brindisi “A zent’anni” all’arrivo del Gremio dei Massai rimane una spesa eccessiva se non inutile. «Quest’anno, spiega Murru, vengono spesi 9.500 euro + iva per l’allestimento dell’esclusivo catering riservato a 300 fortunati, in un momento di crisi. Rispettosi del rito dell’Intregu e dell’Evento che i sassaresi attendono con impazienza ogni anno, rinunciamo a tutto quanto non sia diretta espressione della tradizione. Il M5S ha scelto di festeggiare la Discesa dei Candelieri davanti a Palazzo di Città. I portavoce del M5S sono semplici cittadini che sono rimasti dall’inizio alla fine tra i cittadini».
Negativo rimane inoltre il giudizio sull’operato dell’Amministrazione Sanna. «Non sono bastati premi di ultima generazione (come la corsa al soccorso), candelieri allo sport, squadre di vigilanza suppletive, le mega arrostite, le tartarughe giganti a evitare al sindaco le bordate di fischi», scrive ancora Murru sul suo profilo Facebook. «Fischi meritati? Secondo me sì, ma noi quasi ad ogni seduta di Consiglio ricordiamo al primo cittadino che il percorso che sta portando avanti non è sempre in linea con i bisogni dei cittadini e che va fatto di più e meglio, anche con quello che si ha. Con rammarico mi duole ricordare che solo un anno fa il 65 per cento dei sassaresi che hanno votato hanno scelto Nicola Sanna sindaco, eppure c’erano anche degli sconosciuti che riempivano le piazze e andavano a dire che era giunto il momento di cambiare, che Sassari poteva cambiare ma davvero, promettendo solo due cose, onestà e serietà nelle decisioni da prendere, senza padroni e padrini. Quanti di quelli che ieri fischiavano hanno votato quel sindaco, quanti di quelli che ieri fischiavano al prossimo giro cadranno ancora una volta nella tentazione della candidatura facile o del comodo favore? Se vogliamo cambiare Sassari non basta ritrovarsi il 14 agosto a fischiare, ma bisogna denunciare quello che con non va, senza timori, e soprattutto bisogna attivarsi personalmente affinchè si cambi davvero».
«Il termometro di gradimento sassarese sancisce il risultato di un anno di amministrazione. E chissà se tra coloro che fischiavano c’erano anche quelli che l’anno scorso l’hanno votato. Non basta fischiare il 14 agosto. Anzi, direi che non serve a molto», è il commento, sempre affidato a Facebook, di Sofia Fiorillo su quanto accaduto ieri alla Faradda. «Il sindaco di Sassari è uscito da Palazzo di Città chiuso ermeticamente nella “cinta” delle forze dell’ordine. Un primo cittadino dovrebbe stare in mezzo ai propri concittadini, non averne paura», scrive Desirè Manca, che preferisce non aggiungere altro.






