L’Università di Sassari punta sull’internazionalizzazione

I numeri sulla mobilità internazionale studentesca (2014-2015): 818 studenti in uscita e 251 in entrata. Nella classifica del Sole 24 Ore quarto posto assoluto sull’indicatore mobilità internazionale

 

ConfstampaOffertaFormativa.jpgSassari. L’offerta formativa 2015-2016 dell’Università di Sassari è stata presentata mercoledì mattina nella Sala Milella dal rettore Massimo Carpinelli e dalla delegata alla Didattica Paola Pittaluga. L’ateneo più antico della Sardegna garantisce 51 corsi di laurea: 27 corsi triennali, 6 magistrali a ciclo unico e 18 magistrali, due dei quali sono corsi internazionali. Alcuni di questi corsi sono unici per tutta l’Isola, come Agraria e Veterinaria. Nell’anno accademico 2014-2015 gli iscritti totali all’Università di Sassari sono stati 12.478. I laureati negli anni solari 2014 e 2015 (quelli del 2015 naturalmente provvisori) sono stati 3.048. Positivi anche i numeri sulla mobilità internazionale studentesca registrati nell’anno accademico 2014-2015: 818 studenti in uscita, tra programmi di studio e tirocinio all’estero (Erasmus e Ulisse); 251 studenti in entrata per studio e tirocinio (Erasmus, Traineeship in Sardinia e altri programmi di tirocinio).

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Il rettore Massimo Carpinelli

«Due parole sulla classifica degli Atenei recentemente pubblicata dal Sole 24 Ore vanno dette», ha esordito il rettore Massimo Carpinelli. «C’è evidentemente una stortura nel comparare tutte le università italiane indipendentemente dalla loro dimensione: un Ateneo di dimensioni medie come Sassari deve essere messo a confronto con realtà analoghe», ha detto.

I titoli allarmistici utilizzati da alcuni giornali non avevano fondamento. «Siamo a metà classifica, 47esimi. E siamo la prima università della Sardegna. Siamo messi a confronti con atenei più grandi. Non solo: tra i parametri che ci penalizzano c’è l’attrattività, con il numero degli studenti portati nella nostra regione che ovviamente per motivi geografici non può essere elevato. Quindi la nostra posizione è di tutto rispetto. Abbiamo punte di eccellenza nella ricerca e siamo in grado di attrarre premi Nobel e personaggi di livello internazionale», ha insistito il rettore. Nella classifica del Sole 24 Ore sono molto positivi il quarto posto assoluto sull’indicatore mobilità internazionale (percentuale dei Crediti formativi universitari ottenuti dagli studenti all’estero), il dodicesimo posto per quanto riguarda gli stage (percentuale di crediti ottenuti in stage sul totale) e il quattordicesimo per la sostenibilità (numero medio di docenti di ruolo nelle materie di base e caratterizzanti per corsi di studio). In quasi tutti i casi sempre avanti a Cagliari (un aspetto che andrebbe ricordato a chi propone l’accorpamento dell’ateneo sassarese con quello del sud dell’Isola, ndr).

«Il nostro punto di forza è l’internazionalizzazione: siamo quarti nella classifica del Sole per l’Erasmus, in cui conta il numero assoluto. Stiamo puntando molto su internazionalizzazione nel Dipartimento di Architettura», ha proseguito. E ad Alghero, è stato annunciato, insegnerà un docente che arriverà direttamente da Harvard. Le note positive riguardano le tasse studentesche. «La media dell’Università di Sassari è di 600 euro, mentre in tante altre realtà è di 2 mila euro. Siamo tra gli atenei con le tasse più basse e offriamo servizi di qualità. Per il terzo anno consecutivo non ci saranno aumenti». C’è anche il rapporto con il territorio. «È un aspetto che ha un significato simbolico forte ed è uno dei punti che caratterizzano il mio rettorato. Annuncio un’iniziativa per settembre: Sassari sarà inserita nella Notte europea dei ricercatori, con i centri di ricerca che si apriranno a città e territorio, organizzando iniziative di carattere scientifico».

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