Harakiri Dinamo a Brindisi

I sassaresi vanificano come spesso accade un congruo vantaggio e regalano la vittoria ai padroni di casa

 

 

MeoSacchetti2La rabbia lascia spazio alla delusione, la delusione al quasi rassegnato pensiero che questo gruppo probabilmente non diventerà mai una vera squadra. A oltre metà stagione la Dinamo continua nel suo vorticoso saliscendi, nella sua paurosa e folle incostanza, che si manifesta più volte all’interno di una stessa partita. A Brindisi è successo ancora, è successo ancora che i ragazzi di Sacchetti non siano stati in grado di gestire un vantaggio di 13 punti con gli avversari alle corde. Bene il primo e il terzo quarto, male il secondo all’insegna dell’indisciplina e malissimo il quarto, nel quale i pugliesi hanno rosicchiato minuto dopo minuto gli undici punti che li separavano dai sassaresi alla fine del terzo periodo, per chiudere con una prodezza di Pullen ad un secondo e mezzo dalla fine, rendendo poi vano con una gran difesa, il disperato tentativo di buzzer beater di Logan a fil di sirena.

Sembra davvero una questione di chimica, di difetti strutturali, di equilibri tecnici e non solo, che non ci sono e che sarebbe forse pretestuoso e illusorio pensare possano stabilirsi o se si preferisce, ristabilirsi, con il rientro di Brooks. Se poi parliamo della famose facce giuste, be anche quelle vanno e vengono ad intermittenza. Addentrarsi in discorsi tecnici è forse inutile, ma un basilare concetto riassume ciò che si è visto oggi e non solo: quando si muove la palla, si muove la difesa avversaria e di conseguenza le possibilità di riuscire a prendersi un bel tiro pulito e ad alta percentuale, aumentano. Quando non la si muove, non si muove neanche la difesa e si va a sbattere contro il muro. Mettiamoci anche la difesa rivedibile, i 18 rimbalzi concessi al solo Mays e i 15 rimbalzi offensivi che hanno consentito altrettante seconde opportunità, limitando di fatto le possibilità di giocare la transizione, cosa assai cara alla Dinamo.

Tra i sassaresi ritorno in campo da dimenticare per Edgar Sosa, protagonista in negativo con alcune sanguinose palle perse e le solite sparacchiate senza senso che hanno contribuito a rimettere in carreggiata l’Enel. Probabilmente una gestione più parsimoniosa dei minuti da concedergli sarebbe stata più salutare, sia per lo stesso giocatore che per l’esito finale della gara. Peccato invece non aver visto per niente sul parquet Massimino Chessa che coach Sacchetti non ha utilizzato. Per la cronaca la partita è terminata 76-74. Riassumendo, è stata un’altra sconfitta da Dinamo che niente toglie e niente aggiunge a quanto già si sapeva ed è proprio questa la cosa che deve preoccupare. Ovvero, il fatto che nonostante passino i giorni, le settimane, i mesi, i problemi siano sempre gli stessi. (Aldo Gallizzi)

 

 

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