Prevista la chiusura di uffici postali in tutta la Sardegna
Interrogazione dei consiglieri Eugenio Lai e Luca Pizzuto (Sel) al presidente Pigliaru. Decisa anche la razionalizzazione dell’orario di lavoro e di apertura. La misura interessa 16 comuni
Cagliari. Un intervento presso i vertici di Poste italiane perché sia rivisto il piano di chiusura e razionalizzazione che penalizza la Sardegna e soprattutto i piccoli centri a rischio spopolamento. È la richiesta avanzata al presidente della Regione, Francesco Pigliaru, ed all’assessore competente, dai consiglieri di Sel, Eugenio Lai e Luca Pizzuto, in un’interrogazione presentata in Consiglio regionale.
«Nei giorni scorsi – riporta l’interrogazione – i vertici di Poste Italiane hanno annunciato la volontà di procedere ad un piano di riorganizzazione con la chiusura di circa 450 uffici su tutto il territorio nazionale e la riduzione dell’orario di lavoro (razionalizzazione) in circa 600 agenzie; il progetto in questione riguarderebbe anche la Sardegna dove le chiusure o le razionalizzazioni interesserebbero gli uffici presenti nei comuni di Cagliari, Cortoghiana, Turri, Genuri, Tuili, Pauli Arbarei, Nurallao, Ballao, Modolo, Borutta, Esporlatu, Ozieri, Nughedu San Nicolò, Cheremule, Ardara e Romana».
I due esponenti della maggioranza nel sottolineare i disagi cui andrebbero in contro i residenti dei comuni interessati dal piano delle Poste evidenziano le già evidenti criticità che penalizzano le rispettive comunità a causa dell’inadeguatezza del sistema del trasporto pubblico e soprattutto per l’insufficiente copertura “wi-fi” che compromette dunque l’accesso ai servizi on line, ad incominciare da quelli postali. Le chiusure “tout court” sarebbero relative soltanto a due aree già ben servite, mentre per le altre agenzie si procederebbe a razionalizzazioni, ossia alla riduzione dell’orario di lavoro previsto, ipotizzando di conseguenza un’apertura di soli tre giorni la settimana o soluzioni similari con conseguenti gravi disagi agli utenti».
Si chiede al presidente della Giunta regionale «se non ritiene opportuno intervenire con la massima urgenza presso il Ministero dello sviluppo economico, ferme restando le funzioni di regolazione e vigilanza del servizio postale, trasferite all’Autorità garante per le comunicazioni con decreto legge del 6 dicembre 2011, n. 201, affinché avvii un’azione di sensibilizzazione nei confronti dei vertici di Poste Italiane, perché venga riesaminato il nuovo piano di chiusura e razionalizzazione del servizio, tenendo conto delle particolari condizioni in cui versano i Comuni interessati».






