“Musices”, Alghero e Barcellona unite dalla musica
Dopo l'ottimo riscontro di pubblico di venerdì 16 e sabato 17 ottobre nella capitale catalana, il progetto dell'Associazione Arte in Musica verrà replicato giovedì 29 ottobre nella cattedrale di Santa Maria ad Alghero

Il progetto di ricerca e cooperazione internazionale “Musices – La cappella musicale di Alghero come ponte culturale nel Mediterraneo” approda ad Alghero forte del grandissimo successo ottenuto nella tappa di Barcellona di due settimane fa. Venerdì 16 ottobre la chiesa di Sant Sever ha infatti ospitato un emozionante concerto, che ha visto protagonisti il Coro Polifonico Algherese e i cantori del Cor Francesc Valls della cattedrale di Barcellona, mentre sabato 17 la sala capitolare della cattedrale ha ospitato un’affollata conferenza scientifica in lingua catalana e algherese, confermando la vivacità di un patrimonio quanto mai ricco di storia e cultura.
Giovedì prossimo 29 ottobre, con inizio alle 20.30, l’iniziativa si sposterà nella cattedrale algherese di Santa Maria, che si trasformerà in uno spazio d’incontro tra memoria e musica, riallacciando quel filo rosso fatto di canti, tradizioni e navigazioni, che per generazioni ha unito due sponde dello stesso mare. L’evento, promosso dall’Associazione culturale Arte in Musica, nato da un’idea del maestro Ugo Spanu, punta a dimostrare come il patrimonio antico possa trasformarsi in un’occasione di confronto contemporaneo, capace di far dialogare il passato con il presente.
Il pubblico algherese sarà guidato in un vero e proprio viaggio nel tempo, attraverso un racconto per immagini che accompagnerà la narrazione del ricercatore Giuseppe Calaresu. La serata prenderà vita grazie alle suggestioni sonore del Coro Polifonico Algherese, diretto dal maestro Ugo Spanu e alle note dell’organo suonato dal maestro Olimpio Medori. L’introduzione sarà curata da Carmela Mura Monfardino.
Le voci e gli strumenti condurranno gli spettatori sulle antiche rotte mediterranee, svelando i legami che uniscono Alghero non solo alla Catalogna, ma anche alle grandi tradizioni musicali europee di città come Venezia e Bologna, riscoprendo così una rete di relazioni, culture e linguaggi complessa e affascinante.
Al centro dell’intero progetto si collocano quattro secoli di storia della cappella musicale algherese, riemersi dal silenzio degli archivi grazie alle meticolose ricerche e ricostruzioni di Caterina Mureddu, musicista e storica della musica. Tra i documenti studiati emerge la singolare rivelazione di come ad Alghero fosse proprio il mare a finanziare la cultura, poiché le preziose entrate derivanti dalla pesca del corallo venivano destinate al sostentamento della cattedrale e delle sue attività artistiche. Questa profonda osmosi tra economia marittima e liturgia si rifletteva anche in tradizioni identitarie come il celebre Canto della Sibilla, di cui si trova traccia formale fin dal sinodo diocesano del 1581 sotto forma di cobles, i versi spirituali natalizi cantati dal popolo o da cori polifonici, e nell’esecuzione del mottetto Hi sunt qui cum mulieribus, di Andrea Gabrieli, in occasione della festa dei Santi Innocenti, il 28 dicembre.
L’appuntamento algherese è inserito nel ricco calendario del Festival del Mediterraneo 2026. La realizzazione dell’iniziativa è resa possibile grazie al fondamentale sostegno garantito dal Ministero della Cultura, dalla Regione Autonoma della Sardegna, dal Consiglio Regionale della Sardegna e dalla Fondazione di Sardegna. Contribuisce inoltre al progetto la Camera di Commercio del Nord Sardegna, attraverso il network Salude&Trigu, insieme alla Fondazione Alghero e al Comune di Alghero.







