Di Nolfo: «Parlare di 41-bis e infiltrazioni mafiose è quanto mai attuale»
«È necessario soprattutto dopo il trasferimento in massa voluto dal Governo», precisa il consigliere regionale algherese
Porto Torres. «Affrontare in piazza il tema del 41-bis e delle conseguenti infiltrazioni mafiose in Sardegna è importante, perché significa accendere i riflettori su fenomeni che riguardano la nostra Isola e sui quali istituzioni e società civile non devono nascondersi ma hanno il dovere di interrogarsi. Ringrazio gli organizzatori di “Radici di Sardegna” per aver costruito un momento di confronto serio, con competenze e punti di vista differenti». Così il consigliere regionale Valdo Di Nolfo, intervenuto due giorni fa a Porto Torres all’incontro “La mafia e il 41-bis in Sardegna”, organizzato nell’ambito della quinta edizione di “Radici di Sardegna”. Al dibattito, moderato dal giornalista Francesco Zizi, hanno partecipato anche il sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari Gilberto Ganassi e Antonietta Mazzette, docente dell’Università di Sassari e responsabile scientifica dell’OSCRIM.
Un confronto che ha consentito di approfondire la presenza e il rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata nell’Isola e le conseguenze legate alla concentrazione nelle carceri sarde di detenuti sottoposti al regime del 41-bis.
Di Nolfo ha portato nel dibattito il lavoro avviato in Consiglio regionale dal gruppo Uniti per Todde, con la proposta di istituire una Commissione permanente di vigilanza sul fenomeno della criminalità organizzata, delle infiltrazioni mafiose e della corruzione in Sardegna.
«Siamo orgogliosi di portare per la prima volta in aula, nel Parlamento dei sardi, una proposta concreta: la Sardegna deve avere gli strumenti per conoscere questi fenomeni, leggerne per tempo l’evoluzione e prevenirne il radicamento. È dal 2014 che in Sardegna ci sono detenuti in regime 41 bis e abbiamo abbastanza elementi per analizzare gli effetti che ha sui territori, specialmente quelli che si sostengono con monoculture economiche (vedi località turistiche). Ed è importante non nascondere la polvere sotto il tappeto ma parlarne apertamente, chiamare le cose col loro nome. Lo scellerato “Piano Kairos”, voluto dal Governo Meloni e dal ministro Nordio che prevede il trasferimento della maggior parte di detenuti in regime 41 bis in Sardegna, è l’esempio più chiaro della politica neocolonialista di Fratelli d’Italia che vorrebbe l’isola come luogo di confino», spiega l’onorevole.
«Abbiamo il dovere non solo di vigilare, analizzare e prevenire ma soprattutto opporci e continuare a interrogarci su come cambierà la nostra società con queste imposizioni calate dall’alto. Occasioni come quella di domenica sono preziose proprio perché mettono in dialogo magistratura, ricerca, politica e società civile. La consapevolezza è il primo anticorpo: non dobbiamo avere paura di parlare di mafia in Sardegna, dobbiamo avere la responsabilità di farlo. E non smetteremo di lottare contro questa politica colonialista e scellerata, opponendoci ai dettami della destra al governo», conclude Di Nolfo.






