41-bis, Todde: «Decisione unilaterale del Governo. Impugneremo gli atti al Tar»

La presidente della Regione Sardegna va anche oltre: «Solleveremo la questione davanti alla Corte costituzionale»

La Regione Sardegna impugnerà davanti al Tribunale amministrativo gli atti che dispongono la concentrazione dei detenuti in regime di 41-bis nell’Isola e successivamente porterà la questione all’attenzione della Corte costituzionale. Lo ha annunciato la presidente della Regione, Alessandra Todde.

«La decisione di concentrare il 41-bis in Sardegna è una decisione di questo Governo, e questo Governo se ne deve prendere la responsabilità assieme al ministro e ai parlamentari di maggioranza che lo assecondano», ha dichiarato la presidente, respingendo quelle che ha definito «ricostruzioni fantasiose». Todde è tornata sulla norma del 2009 che indica come sedi «preferibilmente aree insulari».

La presidente ha ricordato che la Sardegna ha sempre ospitato la propria quota di detenuti in regime differenziato. Il nodo, ha spiegato, è la concentrazione e il suo impatto su sanità ed economia dell’Isola: sull’arrivo dei detenuti a Uta sono già arrivate richieste che, in termini di costi sanitari e di mancati servizi per i cittadini, valgono decine di milioni di euro. Il 4 agosto la Regione ha presentato una richiesta di accesso agli atti: sono trascorsi trenta giorni senza alcuna risposta. «In mancanza di leale collaborazione procederemo per via giudiziaria», ha annunciato Todde. «Non vogliamo essere trattati come cittadini di serie B, non vogliamo essere la Cayenna d’Italia: chiediamo di essere trattati come tutte le altre Regioni. Abbiamo combattuto contro l’insularità come fattore di discriminazione, e oggi veniamo discriminati, è vergognoso».

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