Nuova legge regionale per il commercio, il sì di Confcommercio Sardegna

Il provvedimento risponde all'esigenza di affiancare le imprese nei loro percorsi di consolidamento e crescita

Sebastiano Casu, presidente di Confcommercio Nord Sardegna

La nuova legge regionale per il commercio, dei primi giorni di luglio, interviene in una fase delicata per l’economia sarda, offrendo uno strumento concreto di supporto e pianificazione per il nostro tessuto produttivo. In un momento storico di profonda trasformazione, in cui la rete distributiva tradizionale affronta sfide complesse ma l’occupazione resiste con determinazione, il provvedimento risponde all’esigenza di affiancare le imprese nei loro percorsi di consolidamento e crescita.

Come sottolinea Sebastiano Casu, presidente regionale di Confcommercio, questo provvedimento non va letto come un semplice strumento di sostegno economico, ma come il primo fondamentale tassello di un patto di sistema per la Sardegna. «Ci troviamo di fronte a una misura che guarda al futuro con uno sguardo fortemente inclusivo», dichiara Casu. «Le oltre 18mila unità locali attive nell’isola e gli oltre 52mila addetti che ogni giorno alzano la saracinesca rappresentano la vera spina dorsale dell’economia sarda. Se da un lato assistiamo alla forte espansione della grande distribuzione, dall’altro sappiamo che la vita e l’identità dei nostri centri storici dipendono dalla tenuta dei negozi di vicinato. La legge interviene con pragmatismo: risponde a chi ha già investito e proietta verso il domani le energie migliori dell’isola, stimolando la creazione di nuova occupazione e premiando chi scommette nei contesti più complessi. L’auspicio forte che rivolgiamo alla Regione è che la dotazione iniziale di due milioni di euro possa essere presto integrata con nuove risorse finanziarie, così da soddisfare appieno l’alta domanda che arriverà da tutto il territorio».

L’impatto della misura trova un’eco particolarmente positiva nel Nord Sardegna, una realtà dinamica che vuole guidare la ripartenza proponendo un’alleanza solida tra centri urbani, coste e zone interne. Sull’architettura finanziaria e sulla capacità della legge di fare da leva strategica si sofferma il vicepresidente vicario di Confcommercio Nord Sardegna, Edoardo Oggianu. «La forza di questa norma sta nell’essere fortemente propositiva e strutturata per generare un effetto moltiplicatore sul tessuto economico – osserva Oggianu –. Prevedere un’alleanza virtuosa tra risorse pubbliche, mezzi propri delle imprese e il canale bancario, unita alla possibilità di ottenere un’anticipazione importante al 70 per cento, permette alle nostre piccole e medie imprese di pianificare interventi di ampio respiro fino a 100mila euro. In un mercato che cambia, stimolare investimenti e premiare chi crea nuovi posti di lavoro – con incentivi che possono raggiungere i 15mila euro per l’incremento occupazionale – è la strada giusta. Proprio per questo, un’integrazione delle risorse già stanziate consentirà di amplificare l’impatto della misura, trasformandola in un volano di sviluppo strutturale per l’intero territorio».

A completare la visione per il Nord Sardegna è il vicepresidente Salvatore Brichetto, che mette in luce il valore sociale dell’intervento e l’attenzione riservata alle categorie chiave del settore. «Abbracciare con decisione le imprese femminili, i giovani imprenditori e chi sceglie di resistere e prosperare nei piccoli comuni con meno di 5mila abitanti significa proteggere l’identità e la tenuta sociale della nostra terra», evidenzia Brichetto. «I dati ci ricordano le sofferenze del momento, con il piccolo dettaglio alimentare in flessione e settori come l’abbigliamento che arretrano di oltre il 14%. Rispondere a queste difficoltà con un contributo a fondo perduto che copre il 40% degli investimenti ammissibili dà ossigeno e fiducia a chi combatte lo spopolamento da Sassari a Olbia, fino ai borghi più interni. Garantire nel tempo il rifinanziamento della misura sarà determinante per non lasciare indietro nessuna domanda meritevole».

La strada tracciata dalla legge regionale è quindi un invito aperto alla collaborazione costruttiva tra tutti i soggetti coinvolti. In una fase di grandi transizioni, la risposta del commercio sardo passa per l’unione di intenti, l’innovazione e la consapevolezza che ogni singola attività di prossimità è un presidio insostituibile di servizio, economia e vita per le comunità dell’Isola.

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