Un hospice per Sassari
L’Associazione Franco Mura Onlus ha incontrato l’assessore comunale alle Politiche Sociali Grazia Manca e la presidente della Commissione Servizi Sociali Carla Fundoni
Sassari. Una delegazione dell’Associazione onlus Franco Mura, attiva in città con l’obbiettivo di tutelare i diritti “di fine vita” a cominciare dall’applicazione della legge 38 del 15 marzo 2010 che prevede l’istituzione di hospices, cioè ospedali dedicati alla fase ultima della vita, e l’implementazione della rete di cure palliative domiciliari h24, ha incontrato nei giorni scorsi l’assessora comunale alle Politiche Sociali Grazia Manca, alla quale sono state illustrate le attività svolte finora e gli scopi dell’associazione. Ha partecipato anche la presidente della V Commissione (Cultura e Servizi Sociali) del Consiglio comunale Carla Fundoni.
«Giusto in questi giorni la nostra associazione ha compiuto due anni», ha spiegato il presidente Enrico Mura. «Risulta che la Sardegna ha 15 hospice ed a Sassari in particolare ci sono 10 posti per malati terminali. Così in realtà non è. In città non c’è nessuna struttura compiutamente accreditata con la Regione, né un’adeguata rete di cure palliative. Quando il malato terminale finisce in un ricovero improprio, troppo spesso è emarginato, solo dietro un paravento, ma anche a domicilio accade che il paziente in fine vita e la sua famiglia non siano assistiti e tutelati come loro diritto – ha proseguito Mura –. Noi puntiamo a diffondere la cultura del malato terminale».
All’incontro era presente anche il dottor Salvatore Salis, ex direttore dell’hospice di Nuoro. «Sassari dovrebbe avere circa venti posti in hospice. Il nord Sardegna attualmente risulta il territorio isolano maggiormente penalizzato. L’assessore regionale della Sanità Luigi Arru conosce il problema – ha proseguito Salis –. Il percorso, che vede coinvolti anestesisti, oncologi, radioterapisti, psicologi e altri specialisti, oltre all’ospedale ed ai servizi sociali, con l’assistenza domiciliare integrata, è complesso. Serve una rete sulle cure palliative. Non è comunque accettabile che Sassari non abbia un hospice». Recentemente l’assessore Arru ha ricordato che esiste un finanziamento di oltre 4 milioni di euro per aprire in Sardegna gli hospice previsti dai parametri demografici.
L’associazione non si occupa però solo di hospice: all’incontro era presente l’ex consigliere comunale Gianpaolo Mameli, che presentò la mozione sull’istituzione del Registro di raccolta dei D.A.T. “Determinazione Anticipata di Trattamento” detta anche Testamento Biologico, deliberata all’unanimità nella seduta del Consiglio Comunale di Sassari del dicembre 2013. All’approvazione doveva poi seguire la predisposizione di un regolamento.
«Grazie a voi sto scoprendo che le cure palliative non sono garantite ai cittadini sassaresi», ha commentato l’assessora Grazia Manca. «Dopo questo incontro sarà necessario studiare inoltre un percorso sul testamento biologico». «Su tutto ciò che ci è stato illustrato durante quest’incontro organizzeremo una serie di sedute», ha detto la presidente Carla Fundoni. «Sono temi che vanno inquadrati con precisione». Tra le ulteriori iniziative da promuovere anche un eventuale momento di riflessione pubblica.
L’associazione, ha spiegato il presidente Enrico Mura, sta inoltre promuovendo una raccolta firme, rivolta alla Regione, per l’applicazione della legge 38 che sancisce il diritto alle cure palliative.
Martedì scorso la Commissione Servizi Sociali del Consiglio comunale ha iniziato ad affrontare il tema del testamento biologico. Un primo passo di una più ampia analisi delle necessità e del sostegno ai malati terminali.






