Puc di Sassari, adesso Piani particolareggiati e Pul
Il lavoro non si è concluso con la pubblicazione del Piano Urbanistico sul Buras. «L’11 dicembre è un punto di partenza», dice l’assessore Alessio Marras. Sarà adeguato anche il Regolamento Edilizio
Sassari. «È un risultato di cui forse ancora non riusciamo a cogliere l’importanza. Con tempi anche molto serrati siamo riusciti a mantenere quanto promesso in campagna elettorale, ovvero arrivare entro sei mesi alla definizione del Piano Urbanistico. E il Puc è stato pubblicato sul Buras l’11 dicembre scorso». È quanto ha rimarcato giovedì pomeriggio l’assessore all’Urbanistica del Comune di Sassari Alessio Marras ai consiglieri della III Commissione permanente di Palazzo Ducale, presieduta da Marco Manca (Sel). «Consideriamo la pubblicazione un punto di partenza. Abbiamo concluso un iter avviato e costruito dalle precedenti Giunte, che vanno in continuità con questa Amministrazione. Il percorso è stato molto lungo ed è durato sette anni: in un lasso di tempo così ampio le cose cambiano ed nel settore dell’urbanistica lo è stato ancora di più. L’11 dicembre la considero una data di avvio. Adesso ci attende un lavoro di applicazione ed adeguamento dello strumento urbanistico». Si sta già lavorando su un cronoprogramma delle attività da svolgere.

Si procederà adesso a predisporre i Piani particolareggiati. Per questi ci sono degli incarichi già dati a professionisti. Un lavoro insomma già avviato. «Gli accordi già sottoscritti saranno ovviamente onorati. I piani particolareggiati riguardano Tottubella, l’Argentiera, il centro storico e parte del centro matrice classificato come zona A. Tutto questo andrà a completare il Puc», ha aggiunto Marras. I Piani particolareggiati erano in realtà già stati inseriti con varianti nel vecchio Piano Regolatore e poi nel primo Puc. «Era stato uno dei motivi per cui quest’ultimo ci era stato respinto dalla Regione. Hanno bisogno di un restyling ma non di una riscrittura come per altre zone per le quali è intervenuto il “Piano casa”». Non sarà inoltre necessario il parere di coerenza della Regione; la doppia lettura in Consiglio invece sì, con la fase delle osservazioni.
Oltre a questo c’è il Regolamento edilizio, con le norme tecniche di attuazione. E poi il Pul, il Piano di utilizzo dei litorali. «È un pezzo che manca. Sulle zone F4, ovvero turistiche, si rimanda a un bando previsto dalle procedure». Non è terminato in realtà neanche il lavoro sui beni identitari. «Occorre completare l’iter perché oltre che valenza urbanistica abbia anche valenza paesaggistica e siano recepiti nel Ppr», ha spiegato l’assessore. «Il centro storico lo vogliamo tutti recuperare per riportare le persone a viverci e frequentarlo. Stiamo predisponendo il Regolamento di classificazione a rudere. Una sorta di “anticamera” per l’espropriazione: dopodiché si può pensare a come recuperare i ruderi acquisiti. Anche se in certi casi sarebbe da preferire l’abbattimento, per “dare aria” al centro storico», ha precisato Alessio Marras.
«Giudico molto importante questa riunione. Il Puc è un grande risultato, ma è anche uno strumento che necessita di un completamento sistemico», ha detto Simone Campus (Pd). «Dobbiamo portare a casa il Pul. Abbiamo bellissime spiagge anche all’Argentiera, non c’è solo Platamona», ha fatto notare Giampaolo Manunta (Idv). «Il centro storico ha necessità di essere riqualificato, servono regole certe, altrimenti nessuno ritorna a viverci. Ed è importante definire il Pul», ha aggiunto Franco Era (Centro Democratico Sardegna). (lufo)







