Conte a Sassari: «Diciamo no a una riforma che scardina gli equilibri costituzionali»
Confronto organizzato dall'Associazione dottorandi e dottori di ricerca. «In questa settimana finale serve una corretta e trasparente informazione per i cittadini»

Sassari. «Dobbiamo dire un no perché non vogliamo una politica che sia preordinata alla magistratura». Giuseppe Conte, presidente del M5S e già presidente del Consiglio, era lunedì a Sassari per partecipare a un dibattito organizzato nell’aula magna dell’Università dall’Associazione dottorandi e dottori di ricerca di Sassari. «La magistratura – ha detto ancora Conte alla stampa, prima del dibattito – ha il suo compito del controllo di legalità, di tutela dei diritti dei cittadini e deve applicare la legge che deve essere uguale per tutti, anche per i politici che invece si vogliono, come stanno dimostrando, mettere al riparo dalle inchieste giudiziarie».
«Questa (oggetto del referendum del 22 e 23 marzo, ndr) è una riforma nevralgica per questo governo, perché dopo quattro anni ormai e quattro leggi di bilancio in realtà non hanno fatto nulla per i cittadini, hanno fatto molto per fondi di investimento stranieri, multinazionali del web, agenzie di reti, per banche, imprese assicurative», ha proseguito Conte.
Il M5S sostiene, come noto, il no. «Una eventuale sconfitta per il Governo sarebbe uno schiaffo sonoro da parte degli italiani che esprimerebbero anche la loro insoddisfazione. Il Governo si è concentrato sulla modifica di alcuni articoli costituzionali per tutelare la casta della politica e la vittoria del sì sarebbe obiettivamente una prospettiva che non auguro affatto all’Italia, perché sicuramente poi spingerebbero anche sul premierato. E quindi, dopo aver assestato un colpo alla magistratura, dopo aver preordinato un processo che deve mettere al riparo la classe politica di governo, in prospettiva cercherebbero di rafforzare anche i loro poteri».
Ultima settimana prima del voto quindi. «Mi aspetto una settimana in cui ci possa essere, come oggi qui a Sassari, la possibilità di un confronto, di esprimere nel merito quelli che sono le argomentazioni per informare i cittadini. Ovviamente io lo faccio dal mio punto di vista – ha detto ancora Giuseppe Conte –. È però importante che ci sia una corretta e trasparente informazione per i cittadini. E che non si dicano bufale, come ad esempio sta facendo la presidente del Consiglio Meloni che ha detto che pedofili, stupratori, spacciatori sarebbero rimessi in libertà se prevalesse il no. Si tratta di una scorrettezza unica, che si aggiunge a tante altre falsità che sono state diffuse purtroppo da Meloni e da questo Governo». Il progetto è molto chiaro. «È un primo passaggio che scardina il pilastro dell’equilibrio tra i poteri costituzionale. Dobbiamo parlare di questo, non di altro. Abbiamo visto un parlamentare di Fratelli d’Italia, fatto gravissimo, che invita a votare pure se non siete convinti e di ricorrere al voto clientelare. È stato detto così espressamente ed è una cosa vergognosa».
Giuseppe Conte, già docente proprio a Sassari, nell’allora Facoltà di Giurisprudenza, di Istituzioni di diritto privato, si è confrontato con studenti, dottorandi e dottorati, che hanno sottoposto alcune domande sulla riforma oggetto del referendum confermativo. In apertura, sono intervenuti per i saluti il prorettore vicario Andrea Piana, la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde, il sindaco metropolitano di Sassari Giuseppe Mascia e il senatore Ettore Licheri. Ha introdotto e moderato l’incontro Enrico Baroffio, presidente dell’Associazione dottorandi e dottori di ricerca di Sassari, che con l’aiuto di una serie di slide ha inoltre ricordato quali articoli della Costituzione sono oggetto del referendum e come cambierebbero se passasse il sì, dalla separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti alla introduzione di due distinti Csm e di un’Alta Corte disciplinare.








