Il Consiglio comunale di Sassari commemora il Giorno della Memoria

Ieri, martedì 27 gennaio, la seduta solenne. Il presidente Pingerna: «Perché non risucceda bisogna stare attenti oggi». Il sindaco Mascia: «Resistere non significa solo combattere ma crescere». In aula i bambini della scuola primaria di via Oriani

Sassari. Martedì mattina, 27 gennaio, il Consiglio comunale ha celebrato il Giorno della Memoria. Una seduta solenne, per ricordare la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz avvenuta il 27 gennaio 1945 e per commemorare le vittime dell’Olocausto, il valore del loro sacrificio e tenere viva la memoria del ricordo dello sterminio, perché coltivare la memoria è un dovere morale e civile per costruire un mondo fondato sui principi di libertà e democrazia.

La seduta si è aperta con i giovani studenti della classe V A della scuola primaria di via Oriani, istituto comprensivo Brigata Sassari, che hanno interpretato due canzoni, “Gam Gam”, scritta negli anni ’80 dallo psichiatra Elie Botbol, che si ispirò al Salmo 23 della Bibbia, e resa celebre dal film “Jona che visse nella balena”, con una delle più famose colonne sonore di Ennio Morricone, e “Hava Nagila”, canzone folk ebraica. I lavori del Consiglio sono stati introdotti dal presidente Mario Pingerna. «Il Giorno della Memoria non è solo un ricordo ma un avvertimento generale, gentile e al contempo fermo – ha sottolineato Pingerna –. Come la luce, non fa rumore, non grida ma se la luce la dimentichi il buio ritrova spazio. Perché non risucceda bisogna stare attenti oggi, anche solo se una parola fa male. Il male nasce piccolo e cresce solo se nessuno lo ferma. Una luce piccola aiuta tutti noi a non perdersi».

È poi intervenuta la prefetta Grazia La Fauci, che ha richiamato il testo del messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e ricordato quali sono i valori fondanti della Repubblica Italiana, la libertà e la democrazia, che sono richiamati nell’Unione Europea.

L’insegnante Piera Maria Pisanu ha raccontato il progetto educativo che ha condotto i giovanissimi scolari fino all’esibizione davanti all’Assemblea civica. Anche quest’anno hanno preso la parola due ragazzi coinvolti nel Promemoria Auschwitz, finanziato dal Comune e gestito dall’Arci Sardegna, in cooperazione con l’associazione Deina. I bambini della scuola primaria di via Oriani hanno inoltre letto poesie scritte da loro sul tema dell’olocausto.

I nazisti nei campi di detenzione e di sterminio applicavano sistemi rivolti all’annullamento della propria capacità critica, come spiegò Dietrich Boenhoffer, teologo protestante e partigiano, morto nell’aprile del 1945 nel campo di concentramento di Flossenbürg. «E passò così il messaggio di vedere il prossimo come un nulla – ha ricordato il sindaco Giuseppe Mascia –. Resistere non significa solo combattere ma crescere. Nessuno di noi ha l’antidoto e chi dice di avere la ricetta sta mentendo. La capacità critica si costruisce, passa anche per avere legato un significato al fatto musicale. Quando incontro le persone che vanno ad Auschwitz mi accorgo che quello che vedono gli entra nella carne. Ecco perché non dobbiamo dimenticare».

La mattinata si è chiusa con l’esecuzione della “Sentimental Sarabande” di Benjamin Britten da parte dell’ensemble d’archi degli allievi del Liceo Musicale “Azuni”, preparati dai docenti Gioele Lumbau e Alessio Manca.

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