Todde incontra la Città Metropolitana di Sassari
«Confrontiamoci sulle priorità e sulla programmazione», ha chiesto la presidente della Regione ai sindaci. Le dichiarazioni video. Mascia: «Una programmazione condivisa»
La Città Metropolitana di Sassari passo dopo passo sta diventando realtà. Ancora mancano alcuni atti importanti, come un regolamento sul funzionamento del Consiglio Metropolitano, composto da 14 consiglieri, presieduto dal sindaco metropolitano Giuseppe Mascia, che svolge anche il compito di presidente. Per ora è tutto affidato alla comprensione reciproca, per esempio sulla durata degli interventi o sul sistema di votazione. Aspetti che saranno presto definiti. Intanto il sindaco Mascia ha presentato le linee programmatiche di mandato, approvate all’unanimità (ne parleremo in un articolo dedicato). Insomma, in questa fase è fondamentale collaborare per fare partire il nuovo ente.

Lunedì pomeriggio, intanto, il Consiglio metropolitano si è riunito in seduta aperta con i sindaci della Città per un incontro con la presidente della Regione Alessandra Todde. Un momento di ascolto ma anche di confronto.
«Abbiamo un territorio molto vasto e dobbiamo fare in modo che ci sia una programmazione condivisa e uno sviluppo comune – ha esordito il sindaco metropolitano Giuseppe Mascia –. C’è da un lato il tema della correlazione con altri territori della Sardegna e dall’altro lo stesso aspetto anche al nostro interno. Abbiamo ereditato programmazioni differenti, tra città medie e unioni dei comuni con soggetti che si consociano in aree. Tutto questa programmazione non è avvenuta in modo armonico e condiviso. E da questo discendono delle conseguenze».
Un ente che prima come provincia con un amministratore straordinario e da ultimo come istituenda Città Metropolitana anch’essa con un amministratore, ha continuato a lavorare negli anni. «Per fare funzionare bene questo ente in tutte le sue diramazioni abbiamo però una questione da risolvere con lo Stato, che ogni anno ci preleva venti milioni di euro. Un prelievo forzoso, come se a noi amministrazioni comunali ci portassero via Imu e Tari in un colpo solo, a cui si aggiunge un ulteriore prelievo su quanto ci versa la Regione. Senza questa restituzione l’Ente non può camminare con le proprie gambe. Ecco perché allora chiediamo un aumento del Fondo unico».
Oltre alla programmazione, ci sono da affrontare altri temi come i trasporti interni, la sanità, con i servizi da potenziare e aspetti specifici che attendono risposte da tempo (come la realizzazione del Padiglione Materno-infantile dell’Aou a Sassari che ancora non c’è), il problema delle risorse idriche con una rete giunta al capolinea. Una lunga lista, che deve fare i conti con un limite di fondo: il decremento demografico, una cosa seria, con una popolazione che tendenzialmente invecchia.
Sono intervenuti diversi sindaci: Pasquale Lubinu di Ossi, Pietro Carbini di Santa Maria Coghinas, Nicola Sassu di Sennori, Sandro Mura di Padria, Quirico Meloni di Villanova Monteleone, Giovanni Fresi di Monteleone Rocca Doria, Antonio Brundu di Usini. E due consiglieri, Roberto Cadeddu (consigliere comunale a Sassari) e Marco Murgia (già sindaco di Ozieri e oggi consigliere comunale). Qualche richiesta non secondaria: coinvolgere di più i sindaci chiedendo loro le necessità delle proprie comunità, confermare i programmi Lavoras, riequilibrare i finanziamenti rispetto alla Città Metropolitana di Cagliari, lavorare sui fondi europei, recuperare ulteriori risorse sulle aree svantaggiate, sostenere il turismo delle zone interne.

«È stato importante restituire rappresentanza a province e città metropolitane. Uno dei primi compiti che il consiglio della Città Metropolitana deve avere è interloquire con la Regione», ha risposto la presidente della Regione Alessandra Todde. «Mi aspetto un “elenco della spesa” che indichi le priorità da parte vostra. Aggiungo che le Città Metropolitane sono depositarie delle competenze sull’edilizia scolastica. Sui cantieri Lavoras posso subito dare una risposta: saranno rifinanziati anche per il prossimo anno, porteremo la delibera in Giunta in gennaio». E poi sanità, acqua e programmazione. «Mi aspetto che ci confrontiamo sulle priorità e sulla programmazione. Abbiamo fondi regionali e altri interventi per 500 milioni dedicati a quest’area vasta. Non sono pochi». (luca foddai)









