La Dinamo cade anche a Treviso

I sassaresi confermano la loro inconsistenza lontano dal PalaSerradimigni, perdono 77-70 e vedono svanire anche la differenza canestri favorevole

La Dinamo conferma le sue enormi difficoltà lontano dal PalaSerradimigni e colleziona l’ennesima sconfitta in trasferta, questa volta perdendo per 77-70 lo scontro diretto sul campo della Nutribullet Treviso che si prende anche la differenza canestri ribaltando il -4 subito all’andata in Sardegna.

I sassaresi hanno approcciato male ma sono riusciti grazie a qualche buona difesa a rintuzzare i tentativi di fuga dei padroni di casa, restando in scia agli avversari sino all’intervallo con soli due punti di ritardo. Nel finale del terzo quarto l’allungo più consistente dei veneti che hanno guadagnato una decina di punti di margine che poi nella sostanza sono riusciti a gestire sino alla fine respingendo i tentativi di rientro del Banco peraltro frutto più di qualche canestro estemporaneo di Jefferson e Tyree che altro. Davvero poche le note positive da registrare per i sassaresi, ancora una volta discontinui nel rendimento all’interno dei 40 minuti e privi di quella durezza mentale necessaria per provare a vincere lontano dal pubblico amico. Un limite che ora sta iniziando a pesare come un macigno sia sul morale che sulla classifica che ora si è fatta di nuovo preoccupante, considerando anche che, la prossima settimana Gentile e compagni andranno a far visita all’Olimpia Milano. Tra i sassaresi apprezzabili le prove di Diop e Tyree, il primo ha lottato da par suo e ha provato a dare la scossa emotiva alla squadra, l’americano è stato ancora una volta l’unico in grado di inventarsi giocate di talento nella mediocrità generale, ma è incappato in una giornata stortissima dalla linea della carità, tirando con un disastroso 1/6 che ha pesato tanto soprattutto nel finale, quando a cronometro fermo ha fallito il -3 che avrebbe quantomeno consentito di mantenere la differenza canestri favorevole. Malissimo McKinnie, ancora una volta evanescente e totalmente privo di grinta e cattiveria agonistica oltre che fragile mentalmente. La sua bella prova contro Pistoia è stata ingigantita dalla pessima prestazione dei toscani e sia oggi che a Cholet si è avuta la conferma che si è trattato di un fuoco di paglia. La Dinamo non può permettersi un americano così e sarà meglio trarre delle conclusioni una volta per tutte.

All’andata la Dinamo vinse la Dinamo 80-76 trascinata da Tyree che mise a referto 18 punti e fu decisivo nel finale con le sue giocate. Sassari arriva dalla bella vittoria con Pistoia, mentre Treviso dalla sconfitta con la capolista Brescia. Sono 8 i precedenti tra le due società, 6 dei quali conquistati dalla Dinamo. L’ultimo blitz a Treviso dei biancoblù risale alla stagione 2021/22, mentre i due coach Vitucci e Bucchi si sono già affrontati in 37 occasioni con l’attuale tecnico trevigiano che ha vinto la sfida 20 volte.

Parte molto meglio dai blocchi la squadra di casa (10-2), determinata e decisa, l’approccio della Dinamo è morbido e inadeguato ad una gara del genere, i sassaresi subiscono troppo passivamente in difesa e l’inevitabile time out di Bucchi dopo poco più di tre minuti è l’inevitabile conseguenza. Dopo l’interruzione, l’intensità difensiva sassarese cresce ma le mani in attacco continuano ad avere una temperatura piuttosto bassa. La tripla di Olisevicious manda in doppia cifra lo svantaggio biancoblù (13-3), ma arrivano provvidenziali le due bombe consecutive di Charalampopoulos e Tyree che riportano ad un solo possesso Sassari (13-11) con un parziale di 8-0 che costringe questa volta Vitucci al minuto di sospensione. Gombauld è troppo timido e leggero in difesa e arriva il momento di Diop. Entra anche Gentile per Tyree. La difesa trevigiana risale di tono e sporca un paio di attacchi biancoblù che non vanno a buon fine. A due minuti dalla fine del primo periodo entra anche McKinnie per Chara. Paulicap da una parte e Jefferson dall’altra hanno già due falli sul groppone e vanno a sedersi in panchina, mentre Bowman dalla lunetta e Harrison allungano (21-13) ristabilendo il vantaggio per i veneti. L’energia dei padroni di casa è superiore di un paio di tacche a quella di Diop e compagni che, tuttavia riescono a limitare i danni nel finale del quarto che termina 21-18 con un gioco da tre punti capitalizzato da Ous Diop con una gran giocata. Un Diop che in soli due minuti, per approccio, intensità, efficacia e qualità si fa nettamente preferire a Gombauld.

Gli aiuti in post basso del Banco funzionano e mettono granelli di sabbia negli ingranaggi trevigiani. Cappelletti dalla lunetta tiene e un canestro in penetrazione di McKinnie tengono li il Banco (25-23 a 6 minuti dall’intervallo) mentre Treviso trova punti dalle mani di Harrison e Olisevicious. Bucchi rialza il quintetto inserendo Charalampopoulos per Gentile e tenendo sul parquet un McKinnie molto poco concentrato e come purtroppo spesso accade, più dannoso che altro. Anche Cappelletti, lo stesso McKinnie e Harrison raggiungono quota due falli. Rientra Tyree per l’ex Golden State. Diop da sotto porta Sassari a -1 (30-29). Sotto le plance quello fra il senegalese e Paulicap è un bel duello energico e molto fisico. Bucchi rigetta nella mischia Gombauld con l’auspicio che il francesino alzi il suo livello di intensità e riesca a tener botta con Paulicap. E’ proprio il centro newyorchese della Nutribullet a segnare dalla lunetta alcuni punti, ma la tripla di Kruslin completa la rimonta (34-34), mentre la conclusione pesante di Tyree da il primo vantaggio al Banco (36-37), prima che la nuova tripla di Olisevicious ridia il vantaggio ai padroni di casa per il 39-37 con il quale si va al riposo.

Come ad inizio partita la Dinamo parte male, Treviso scappa via sul +9 (51-42) con grinta e volontà e in fotocopia col primo quarto Bucchi deve chiamare time out con 5.48 da giocare nel terzo periodo. I cali di intensità nell’arco della partita sono purtroppo un problema ricorrente nella stagione biancoblù. Sassari ritrova energia e si rimette in scia con Kruslin e un ritrovato e più efficace Gombauld (53-52). E’ una fase nella quale entrambe le squadre fanno poco canestro e Treviso riesce comunque a conservare qualche punticino di margine, rintuzzando i tentativi di ritorno della Dinamo (57-52). Il terzo quarto finisce con la Nutribullet in allungo grazie alle triple di Harrison e Mezzanotte che fissano il punteggio sul 64-53 che è anche il massimo vantaggio di tutta la gara per i padroni di casa. Pessimo finale di quarto per gli uomini di Bucchi che potrebbe essere decisivo nell’economia della partita.

Ora alla squadra sassarese serve un deciso cambio d’intensità per provare a rimetterla in piedi, ma il compito non è per niente semplice, perchè Treviso è sul pezzo e vuole portarsela a casa. Lo 0/2 dalla lunetta di Tyree a 8 minuti dalla sirena è un brutto presagio, il linguaggio del corpo dei biancoblù manda brutti segnali e quando Mezzanotte affonda la schiacciata del 68-55 a 7.33 dalla fine, Bucchi deve chiedere un time out per bloccare l’emorragia e provare emotivamente a risollevare i suoi ragazzi. Jefferson e Tyree a suon di triple provano a riaccendere la fiammella (75-70 a 52″ dalla sirena) e quantomeno a mantenere in proprio favore la differenza canestri (+4). Tyree si guadagna due liberi a 21 secondi dalla fine ma fa 0/2, Olisevicious fa altrettanto, poi la tripla di Jefferson si spegne sul ferro consegnando alla Nutribullet la vittoria e la differenza canestri favorevole.

 

Nutribullet Treviso – Dinamo Banco di Sardegna 77-70

Progressione punteggio: 21-18 /  39-37  / 64-53

Nutribullet Treviso: Robinson 5, Allen 15, Camara, Harrison 7, Olisevicious 18, Bowman 8, Paulicap 9, Mezzanotte 7, Zanelli 1, Torresani, Scandiuzzi, Faggian. All. Frank Vitucci

Dinamo Banco di Sardegna Sassari: Cappelletti 2, Jefferson 8, Gentile, Tyree 15, Kruslin 6, Treier, Charalampopoulos 9, Raspino, Pisano, Diop 13, McKinnie 2, Gombauld 15. All. Piero Bucchi

Arbitri: Sahin, Borgioni, Noce

Il migliore: Diop. Impegno, grinta, energia sono il marchio di fabbrica del senegalese, lui ci prova aiutato da Tyree (che però sbaglia troppo dalla lunetta), ma non basta per guidare i sassaresi alla vittoria

Il peggiore: McKinnie. Ha avuto il tempo per adeguarsi al basket europeo, non c’è riuscito e continua a dimostrarsi inadeguato. La vicenda inizia a diventare stucchevole e lui indifendibile, la Dinamo non può permettersi un americano così inconsistente e persino dannoso, è ora che la società ne prenda atto e faccia ciò che è logico e necessario fare, tagliarlo. Sempre che abbia le possibilità economiche per farlo.

Aldo Gallizzi

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