La Guerra di Pasca a Porto Torres

Sabato alle 18 alla libreria Koinè la presentazione del romanzo di Cosimo Filigheddu

Cosimo FIligheddu

Porto Torres. Sabato 10 dicembre alle 18 la Libreria Koinè di Porto Torres ospita la presentazione del romanzo “La guerra di Pasca” di Cosimo Filigheddu. Dialoga con l’autore Gianni Bazzoni. Letture di Ivo Pinna.

IL LIBRO. Autunno 1943. Dopo l’Armistizio i tedeschi hanno lasciato la Sardegna, diretti in Corsica, e i comandi angloamericani ne hanno preso il controllo. Qui, nella principale città del cosiddetto Capo di Sopra, Sassari, la quindicenne Pasca bussa alla porta di casa Misuraca, una delle tre famiglie, insieme a quelle Berlinguer e Pigliaru, in cui lei, rimasta orfana, presta servizio per mantenersi e continuare a coltivare il sogno del diploma magistrale. La giovane racconta di avere appena subito uno stupro nell’ormai abbandonata caserma Ciancilla, e di aver reagito sparando al suo violentatore, un soldato statunitense. I Misuraca decidono di nascondere la ragazza per qualche giorno, attendendo l’evolversi degli eventi. Ma in casa Berlinguer e in casa Pigliaru ci s’interroga sulla sua scomparsa, e con ostinazione si mettono alla ricerca di Pasca i rampolli delle due famiglie: il comunista Enrico e il fascista Antonio, per certi versi così simili eppure così distanti per via elle rispettive convinzioni politiche. E mentre in una città spossata si prepara un violento assalto ai forni del pane, altre due indagini ufficiali cercano di far luce sul ferimento del violentatore: quella condotta da un carabiniere e l’altra da un ufficiale americano. Sulle tracce di Pasca, però, ci sono anche i servizi segreti: perché c’è chi sospetta che la ragazza possa addirittura essere pedina di un complotto per catturare il Duce.

Nel centenario della nascita di Enrico Berlinguer e Antonio Pigliaru, Filigheddu fa delle due grandi figure intellettuali e politiche i personaggi di una narrazione in cui confluiscono i grandi eventi del Secondo conflitto mondiale, il romanzo di formazione, intrecci da racconto spionistico, e in cui si ritagliano un ruolo anche il futuro presidente della Repubblica Antonio Segni e don Salvatore Capula, l’ultimo confessore di Mussolini. Il risultato è un affresco policromo dove l’attenta ricostruzione storica si coniuga al fine ritratto psicologico e a una rara efficacia drammatica.

Articoli Correlati

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Pulsante per tornare all'inizio