Dinamo, una partenza ad handicap che rischia di condizionare la stagione
Le due sconfitte negli scontri diretti con Varese e Cremona e le prossime due gare di campionato contro le corazzate Milano e Bologna rendono la strada già in salita
E’ vero, siamo solo a inizio stagione, teoricamente c’è tutto il tempo per rimettersi in carreggiata, ma certo è che le sconfitte contro due squadre assolutamente alla portata e dirette concorrenti come Varese e Cremona e l’orizzonte che propone in sequenza Milano e Bologna non autorizzano ad essere ottimisti su una stagione che sembrava poter nascere sotto altri auspici. A meno di clamorosi exploit, è probabile quindi che anche le prossime due giornate non riserveranno particolari gioie e un eventuale 0/4 peserebbe come un macigno su morale e classifica.
La ventata di entusiasmo portata dalle novità e le prime confortanti uscite in precampionato avevano scansato dalla mente dei tifosi i brutti ricordi della scorsa stagione e in generale delle ultime annate poco felici, trascorse a guardarsi solo le spalle per evitare guai. Più una speranza evidentemente, che altro, perchè nel momento in cui si è iniziato a fare sul serio la Dinamo non ha più vinto una partita. Una dimensione alla quale pian, piano l’ambiente si è abituato, perchè come è stato già detto tante volte, le gerarchie del basket negli ultimi anni sono cambiate, in parte si sono ripristinate con il ritorno stabile ai vertici di società storiche come Milano e Bologna appunto, in più larga parte hanno visto realtà consolidarsi e altre affacciarsi. In tutto questo scenario la Dinamo ha iniziato da qualche anno a fare fatica, è onesto dirlo, a competere per continuare a calcare certi palcoscenici che stanno diventando più competitivi e impegnativi in tutti i sensi.
Chiudendo questa parentesi e focalizzandosi su quando emerso dalle prime due partite di campionato, le sconfitte seppur diverse, hanno dei punti in comune. Con Varese, il Banco ha recuperato dopo essere stato sotto per poi farsi superare nel testa a testa finale, mentre con Cremona ha condotto per larghi tratti, facendosi a sua volta rimontare ma a differenza di ciò che aveva fatto Varese a Sassari, non ha reagito e si è fatto battere. Quali sono i punti in comune? sicuramente gli alti e bassi durante i 40 minuti, un rendimento ondivago con rotture prolungate, gli errori nel finale e la mancanza di killer instinct. Queste due sconfitte sono molto più pesanti di quanto si possa superficialmente pensare, perchè Varese e Cremona, con tutto il rispetto, hanno confermato sul campo di non essere certamente delle schiacciasassi. Evidentemente però, in questo momento sono meglio della Dinamo e onestamente tutto ciò è un pizzico preoccupante.
Bulleri ha parlato di prova encomiabile dei suoi contro la Vanoli e anche qui, ci permettiamo di sollevare umilmente e con grande rispetto, qualche piccolo dubbio. Le prove encomiabili sono altre. Inutile prendere 15 punti di margine a 15 minuti dalla fine se poi non si è in grado di gestirli. Ci sono anche gli avversari certo, ma ieri è sembrato che Sassari ci abbia messo molto del suo, andando di colpo in confusione. In realtà nel momento in cui McGlynn (il migliore) ha commesso il terzo fallo ed è stato giustamente richiamato in panchina dal suo coach, la Vanoli che era all’angolo, si è risollevata ritrovando il bandolo della matassa, che aveva perso sotto i colpi del lungo americano, un rebus per la difesa cremonese. Brotto ha adeguato il quintetto, abbassandolo, Vincini non ha avuto lo stesso impatto di McGlynn e non è stato aiutato da Mezzanotte, Bulleri si è dimenticato in panchina McGlynn, la Vanoli è rientrata e Sassari non si è più ritrovata. Tardivo è stato probabilmente il reinserimento di McGlynn, rientrato sul parquet quando ormai i buoi erano scappati dal recinto e la partita è stata buttata via.
Bulleri ha anche parlato di rotazioni corte in questo momento. Ma anche qui, di che si parla? nella sostanza era assente il solo Johnson, che per carità, sulla carta è un uomo importante, perchè poi in pratica lo deve ancora dimostrare. Certamente non ci si può appellare all’assenza di Ceron, anche lui bloccato da un problemino fisico, un giocatore che fino a questo momento il coach ha utilizzato poco o niente e il cui ruolo è sostanzialmente quello di sparring partner in allenamento. Magari è giusto sottolineare, ma questo lo facciamo noi, che il rendimento della pattuglia di italiani fino a questo momento è stato parecchio al di sotto delle aspettative, così come quello di capitan Thomas e dei nuovi Johnson e Marshall, ovvero due che dovrebbero essere gli uomini chiave in attacco. Chi sta facendo molto bene è la coppia Buie – McGlynn, ma da soli non possono vincere le partite.
Meglio essere fin da subito chiari, senza lanciare fumogeni che servono solo a confondere le idee e a sviare, anche quest’anno ci sarà da soffrire ed è bene per tutti iniziare a masticare il pane duro e abituarsi già all’idea.
Intanto, mercoledì i Giganti torneranno in campo per l’esordio in Fiba Eurocup. Thomas e compagni saranno infatti di scena sul parquet dello Sporting Lisbona. In occasione della trasferta lusitana la Dinamo riproporrà la collaborazione con la Fondazione Mont’e Prama. Prima della partita infatti, il museo di Lisbona ospiterà una conferenza dal titolo “Il parco archeologico naturale della penisola del Sinis”. La collaborazione tra Dinamo e Fondazione Mont’e Prama nasce con l’intento di valorizzare i beni archeologici del Sinis e promuovere la conoscenza dei Giganti di Mont’e Prama, l’unico esempio di statuaria monumentale a tutto tondo dell’età nuragica, risalente a circa tremila anni fa.
Aldo Gallizzi







