Via definitivo alle bonifiche a Porto Torres

Riguarderanno il suolo e la falda. L’assessore regionale dell’Ambiente Donatella Spano: «Abbiamo segnato un passo senza precedenti». Ieri il vertice decisivo a Roma

 

 

BF3-1106Cagliari. «Con l’ultima Conferenza di Servizi, in cui sono stati approvati i progetti di bonifica a Porto Torres sia per il suolo che per la falda, abbiamo segnato un passo senza precedenti per lo sviluppo dell’area e per il futuro del territorio». Lo afferma l’assessore della Difesa dell’Ambiente Donatella Spano nell’incontro odierno con la stampa per illustrare l’esito positivo dell’appuntamento di ieri a Roma, che dà il via definitivo alle bonifiche da avviare nell’area Syndial di Porto Torres, cioè sulla maggior parte del Sito d’Interesse nazionale (SIN). In conclusione del calendario dei tavoli tecnico-politici è infatti giunto il sì definitivo per il risanamento ambientale dell’ex polo petrolchimico con la firma della Regione Sardegna, del Ministero dell’Ambiente e del Ministero dello Sviluppo economico. Oltre 200 milioni di euro le risorse che metterà in campo Syndial-Eni sulle varie operazioni, con prospettive di ricadute occupazionali nel territorio.

LA SVOLTA. «Abbiamo coordinato i vari tavoli senza mai perdere di vista il cronoprogramma – sottolinea sui tempi l’esponente dell’Esecutivo Pigliaru –. I ritmi serrati sono stati necessari per imprimere l’accelerazione verso un risultato atteso da oltre dieci anni, quando è iniziata la caratterizzazione dell’area Syndial, che è quella maggiormente critica dal punto di vista ambientale del Sin di Porto Torres».

DonatellaSpano
L’assessore Donatella Spano

L’assessore Spano evidenzia quanto sia stata altrettanto fondamentale la collaborazione tra tutte le parti in gioco e il lavoro di concerto con il ministero dell’Ambiente: «Con il ministro Galletti insistiamo, inoltre, sul principio del “chi inquina paga”. All’inizio del mio mandato ho preso atto dei forti ritardi accumulatisi negli anni precedenti e della necessità di un cambio di rotta nell’affrontare il problema che segna pesantemente parte dei territori sardi».

LE BONIFICHE. Tre i progetti che hanno visto il via definitivo per la bonifica di 1.100 dei 1.800 ettari complessivi del SIN: il primo riguarda terreni insaturi all’interno dell’area industriale del capoluogo turritano, e gli altri due le falde. La Fase 1 del “progetto Nuraghe” vedrà la realizzazione di una piattaforma polifunzionale per il trattamento dei suoli provenienti dall’ex discarica di Minciaredda, dei suoli dell’area denominata “Peci DMT” e di quelli provenienti da altre aree dello stabilimento e non trattabili con tecnologie in situ. In particolare per Minciaredda, quella maggiormente compromessa, l’operazione prevede la completa rimozione e il trattamento dei suoli contaminati fino al raggiungimento della piena conformità, separando i rifiuti dai suoli. Gli altri due interventi approvati riguardano l’intera falda dell’area Syndial e specificamente l’acquifero sottostante la discarica, la cosiddetta “falda Minciaredda”.

IL FUTURO. Netto l’impegno preso dal Governo e dalla Regione per dare rapido avvio ai progetti appena approvati. In stretta cooperazione per far sì che tutte le altre attività di risanamento in capo a Eni si concretizzino in interventi in tempi certi. «Il percorso sarà lungo ma è finalmente iniziato. Senza bonifiche – ha concluso la titolare all’Ambiente – non c’è quel futuro sostenibile che vogliamo per la nostra terra».

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