Verso la Faradda: l’arcivescovo Saba ha incontrato i gremi

Assegnato a Maria Stella Mura il riconoscimento per un Nuovo Umanesimo dell’Incontro

Sassari. Ieri sera (mercoledì 9 agosto) il cortile del Seminario arcivescovile ha accolto autorità e una folta rappresentanza del mondo gremiale per il consueto incontro che precede la Faradda e la solennità dell’Assunzione in cielo della Beata Vergine Maria. Ancora un cambio di luogo, per un evento che comprende la consegna del riconoscimento per l’impegno attivo e concreto nella promozione di un Nuovo Umanesimo dell’Incontro. «Accogliervi in episcopio, nella casa del vescovo, è un grande piacere. Insieme facciamo un gesto concreto che richiama al concetto di Chiesa-Casa, una Chiesa dalle porte aperte, un concetto caro a Papa Francesco – ha detto monsignor Gian Franco Saba –. Questo è un momento familiare. Maria è un ponte di congiunzione, sempre, tra noi e Dio. Ecco allora che la fede vissuta all’interno dei gremi è un aspetto importante da non trascurare. E Maria sia un modello di misura della vita civica della nostra città».

L’arcivescovo Gian Franco Saba

Poco prima avevano preso la parola per un saluto il presidente dell’Intergremio Fabio Madau e padre Salvatore Sanna (OFMConv), guardiano del convento di Santa Maria di Betlem. «“Nostra signora”, come veniva appellata Maria non solo a Sassari ma in tutta la Sardegna, è la mamma – ha detto padre Salvatore, affiancato dalla signora Anna Deroma, “sassaresa in ciabi”, che per tanti anni ha curato insieme ad altre donne la vestizione del simulacro dell’Assunta di Santa Maria, che viene esposto in chiesa per la Faradda e Ferragosto –. È una tradizione che si tramandava di mamma in figlia. Quest’anno non si fa in chiesa, chiusa come sapete per lavori: collocheremo l’Assunta nel chiostro, dove andranno tutti i candelieri. Gli abiti di adesso del simulacro sono degli anni ‘70. Ma sono conservati nel museo di Santa Maria il corpetto, il mantello e la gonna originali del 1700. Il compito delle pie donne è sempre stato questo, vestire l’Assunta. Da quando abbiamo avuto il covid però questo non avviene più. L’Assunta è sempre vestita e la esponiamo così com’è nel nostro polo museale».

L’incontro è stato moderato da Antonello Canu, direttore operativo della Fondazione “Accademia. Casa di popoli, culture e religioni”, e da monsignor Marco Carta, parroco di San Nicola. Ad aprire la serata sono stati gli interventi musicali dell’Associazione Corale “Luigi Canepa”, con Cristina Raiano, soprano, e Michele Rizzu, al pianoforte. L’ospite era il prof. Simon Mercieca, dell’Università di Malta, che ha presentato una relazione sul ruolo di Maria e della donna nei Vangeli e nella Chiesa di oggi. Presenti anche il sindaco Nanni Campus e il presidente del Consiglio comunale Maurilio Murru.

Al termine della serata è stato assegnato all’infettivologa Maria Stella Mura, già direttrice della Clinica di Malattie Infettive dell’Università di Sassari, il riconoscimento annuale per l’impegno attivo e concreto nella promozione di un Nuovo Umanesimo dell’Incontro. Giunto al quarto anno, nel 2020 era stato assegnato all’allora prefetta Maria Luisa D’Alessandro, nel 2021 al direttore della Caritas nazionale monsignor Francesco Soddu e nel 2022 a Gianni Serra, comandante della Polizia Locale di Sassari.

Articoli Correlati

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Pulsante per tornare all'inizio