Usini, il sindaco abbandona l’aula

In Consiglio comunale esplodono le polemiche. Manca il numero legale sul bilancio. Il primo cittadino Giuseppe Achenza: «Esco, non sono ostaggio di nessuno»

 

ConsiglioUsini.jpgUsini. Le tensioni accumulate negli anni all’interno del Consiglio comunale di Usini dovevano, per forza di cose, esplodere. Ed è bastato che un consigliere di opposizione chiedesse la verifica del numero legale per far saltare i nervi alla maggioranza, ormai risicata da cinque anni e aggiornare ad oggi la seduta. Giusto il tempo di fare l’appello, la richiesta di verifica di Francesco Fiori (Soluzione per Usini) e il sindaco Giuseppe Achenza che, in pochi secondi, ha abbandonato l’aula. «Non sono ostaggio di nessuno», ha detto il primo cittadino uscendo dalla sala consiliare. Stasera si tornerà in aula.

È successo ieri sera, tutto in pochi minuti. Una volta accomodati tra i banchi, i consiglieri hanno capito che, visti i numeri, la maggioranza da sola non avrebbe avuto forza per mandare avanti l’assemblea, con il bilancio all’ordine del giorno. «Chiedo alla segreteria – ha detto Fiori – di verificare il numero legale e se la maggioranza ha i numeri». Otto consiglieri su nove richiesti (manca un rappresentante), la seduta non può essere valida. «Siamo sempre stati responsabili – ha aggiunto Fiori – e abbiamo sempre votato con coscienza e collaborazione per il paese. Ma non siamo noi a dovervi garantire il numero legale».

Poi il caos, con una maggioranza divisa in due tronconi e il primo cittadino che, senza nessuna discussione di chiarimento, ha abbandonato l’aula. «Vado via io – ha detto il sindaco – perchè non voglio essere ostaggio di nessuno». Con i consiglieri in aula, la seduta sarebbe potuta proseguire con il vice sindaco Tore Lai, operazione complessa considerando le divisioni interne dentro il gruppo, ormai separato anche in vista delle prossime elezioni comunali. Stasera, alle 20, la seconda convocazione (valida alla presenza di un terzo dei consiglieri) e la doppia responsabilità, per la maggioranza, di garantire la presenza e approvare il bilancio ormai in scadenza di mandato.

«Abbiamo solo chiesto la verifica del numero legale – ha concluso Fiori –, operazione che rientra tra le prerogative della minoranza (oltre allo stesso Fiori, ne fanno parte Gianluigi Testoni, Giovanni Antonio Sechi, Milena Meloni, Pinuccio Carboni, Maria Lucia Tola). Se non lo facessimo, verrebbe meno il nostro compito. Voi dovete garantire la presenza legale ma non avete i numeri per farlo. Prendetene atto come avreste dovuto fare già da cinque anni».

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