Una vittoria da Dinamo
Stagione nuova, emozioni vecchie, è una Dinamo da batticuore

Supplementari, vittorie all’ultimo secondo, tifosi col fiato sospeso sino alla fine. I protagonisti in campo sono per buona parte cambiati, ma la nuova Dinamo sembrerebbe aver raccolto in tutti i sensi il testimone della vecchia, iniziando sostanzialmente come aveva finito. Vittoria si, ma sempre facendo battere forte il cuore per quaranta minuti e anche oltre. L’esordio stagionale al Pala Serradimigni con Cremona, ha tenuto fede a tutto ciò e solo dopo 45 minuti di battaglia sportiva, si è potuto brindare alla vittoria. Iniziare col piede giusto era comunque la cosa più importante per tante ragioni. Prima di tutto perchè aver evitato una sconfitta che avrebbe fatto parecchio rumore, consentirà di affrontare con serenità la settimana di allenamenti, lavorando si sui difetti, ma facendolo con due punti in più in classifica, il che non è trascurabile, soprattutto dal punto di vista psicologico. La certezza, se ancora non fosse chiaro, è che giocare con il tricolore cucito sul petto, rende la maglia più pesante e soprattutto gli avversari più agguerriti. Ci si dovrà abituare e in fretta a questo nuovo ruolo che la Dinamo occupa, con tutti gli onori ma anche gli oneri che ne conseguono.
Dal punto di vista tecnico tattico, è chiaro che ci sia molto da lavorare, la squadra ha necessità dei tempi fisiologici per trovare la chimica. I giocatori sono nella fase di conoscenza reciproca e ieri questo si è abbondantemente visto sul parquet. Meccanismi da oliare, tante piccole cose da aggiustare, ma niente di preoccupante. Tutto normale, anzi normalissimo. La vittoria con la Vanoli dunque, per come è stato l’andamento della partita, vale doppio. Si perchè se ad una manciata di secondi dal termine quando la Dinamo era sotto di quattro, un giocatore cremonese non avesse scelleratamente lasciato libero Stipcevic di tirare e insaccare la bomba del meno uno, anziche commettere fallo e mandarlo e in lunetta per al massimo due tiri liberi e dunque due punti, probabilmente oggi saremmo qui a commentare una sconfitta.
Andando ad analizzare le prestazioni dei singoli, anche in questo caso la Dinamo è ripartita da dove aveva chiuso, ovvero dalle magie da ultimi giri di lancette di David Logan, che ha letteralmente affossato gli avversari con le sue giocate di classe cristallina. Che dire poi dell’altro protagonista di giornata, Joe Alexnder. Qualche giorno fa avevamo sottolineato come fosse proprio lui, uno dei meno decantati, il vero colpaccio del mercato estivo. E il buon Joe, ha dimostrato alla prima occasione utile, che, se sta bene, è un giocatore fuori categoria. E pensare che teoricamente stiamo parlando di un sesto uomo. Roba da leccarsi i baffi (vero Meo?). Concretezza, esperienza, grinta e sostanza sono invece le qualità messe sul parquet da Rok Stipcevic, giocatore utilissimo e già idolo dei tifosi. E’ andato invece a sprazzi Eyenga, grandissimo velocista in capo aperto, a tratti devastante ma ancora da inquadrare meglio nel sistema sia in attacco che in difesa. Da rivedere Petway e Varnado. Il primo è parso troppo timido e l’aver sbagliato un paio di tiri aperti in avvio, non lo ha aiutato a trovare il feeling giusto con la partita. Da la sensazione di essere un giocatore umorale; se prende fiducia si esalta e può fare la differenza, viceversa, se non riesce ad entrare in partita si intristisce e perde energia. Varnado ha avuto a disposizione solo dodici minuti, forse più per una precisa scelta tattica di coach Sacchetti (ha preferito un quintetto più basso utilizzando Alexander e Petway da centro) che per altro. Ma sul fatto che il buon Jarvis tornerà utile, non ci piove. Con luci e ombre infine la prova di MarQuez Haynes, arrivato poco lucido nel finale, nel quale un paio di sue palle perse sarebbero potute costare carissime. Tra gli italiani, bene Devecchi che quando chiamato in causa si è reso utile sia in difesa che in attacco, male invece Brian Sacchetti, incappato in una giornata storta al tiro. Bene D’Ercole, anche se poco utilizzato. Non sono invece entrati in campo Formenti e Marconato. (Aldo Gallizzi)








