Una nuova scalinata per la chiesa di San Giuseppe
È uno degli edifici di culto più grandi e anche più importanti nella storia di Sassari. Sabato scorso la benedizione dei nuovi gradini da parte del parroco don Tonino Canu
È stata inaugurata sabato scorso dal parroco don Antonino Canu la nuova scalinata della chiesa di San Giuseppe, che sostituisce quella originale, ormai consunta dal tempo e in più parti scheggiata, che risaliva al 1888, quando fu completato l’edificio religioso (che con ingresso dal lato di via Enrico Costa comprende l’alloggio del parroco e alcuni spazi per le attività comunitarie) progettato dell’ingegnere-architetto del Comune Francesco Agnesa in quella che allora era la periferia di Sassari, all’estremità del quartiere umbertino che gravita tuttora su piazza d’Italia e via Roma. Due sono le caratteristiche esterne principali: la torre campanaria, ispirata in parte a quella della chiesa di Santa Caterina a Mores, opera di Salvatore Calvia (padre dello scrittore e pittore Pompeo), e la facciata neoclassica, che si rifà alla chiesa di San Giorgio a Venezia, progettata da Andrea Palladio. Sull’ingresso principale insiste una scalinata di otto gradini. Negli anni anch’essa è diventata un segno distintivo della chiesa di San Giuseppe. Per esempio (chi scrive era presente), il 19 ottobre del 1985, quando a Sassari arrivò Giovanni Paolo II, che celebrò anche una messa nello stadio ancora dell’Acquedotto, oggi Vanni Sanna, oltre a due soste in piazza d’Italia e nell’aula magna dell’edificio storico dell’Università, il corteo con la papamobile rallentò al passaggio proprio di fronte a San Giuseppe. Il Papa salutò i bambini e la folla che era a ridosso della scalinata, su cui era il parroco monsignor Giovanni Masia, già ultraottantenne e ancora oggi, a oltre trent’anni dalla scomparsa, uno dei più noti sacerdoti della storia della Chiesa sassarese (guidò la parrocchia dal 1936 al 1993, quando morì).
Da sabato scorso, dopo un paio di settimane di lavoro, la scalinata è completamente rinnovata. I gradini sono stati rifatti ricorrendo al materiale della versione originale, marmo classico. Sull’alzata del settimo gradino, inoltre, è stata incisa la frase “Iubilaeum MMXXV”, ovvero nell’anno del Giubileo ordinario 2025, detto anche Giubileo della Speranza. «Fiamma viva della speranza, nel cammino confido in te, recita l’inno del Giubileo, che ci ha accolto in chiesa – ha detto don Canu poco dopo, prendendo la parola dall’altare maggiore –. Il cammino non è solo il nostro. È quello della Chiesa e di tutta l’umanità. Pellegrini quindi di speranza». Un ringraziamento particolare è andato ai bambini, che hanno tagliato il nastro e che hanno partecipato al finanziamento per la realizzazione della nuova scalinata. «I bambini del catechismo di San Giuseppe hanno raccolto 2266,50 euro. I gradini sono fatti anche da voi, che avete garantito un importante sostegno economico al rinnovo dei gradini. Uno speciale ringraziamento va rivolto ai tanti parrocchiani che hanno contribuito. E poi a chi ha diretto i lavori, all’architetto Paola Dui, che ha seguito anche altri lavori in parrocchia, alla ditta Edil Manca di Antonello Manca, al marmista Stefano Usai, che è legato a questa chiesa. Suo bisnonno Antonio aveva costruito l’altare delle Anime, come ricorda una lapide. Ringraziamo allora il Signore per i nuovi gradini, che simbolicamente ci ricordano che per arrivare a Dio dobbiamo anche faticare. Ma è Lui che ci aiuta e scende in mezzo a noi, come ci ricorda Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, in Tu scendi dalle stelle, che cantiamo in questo periodo di Natale. Dio ci viene incontro. E lo ha aiutato San Giuseppe, il nostro patrono, con Maria».
Luca Foddai







