Una Dinamo impresentabile affonda a Napoli
Il cambio tecnico non dà la scossa, i partenopei passeggiano su una squadra inadeguata e totalmente allo sbando. Servono rinforzi immediati, prima di compromettere seriamente la categoria
Inadeguata e onestamente impresentabile. La Dinamo Banco di Sardegna affonda a Napoli, compromettendo l’esito del match con un pessimo primo quarto, facendo emergere prepotentemente tutta la sua inconsistenza e fragilità. Con la cacciata di Markovic e la promozione di Bulleri, non ci si aspettava chissà quale cambiamento tecnico-tattico, considerati i pochissimi giorni a disposizione, ma quantomeno una scossa emotiva e nervosa, che invece non è arrivata, aprendo scenari decisamente nebulosi sul futuro e confermando, pesante ammetterlo, ma inutile mettere la testa sotto la sabbia, lo scarso valore di uno dei roster in assoluto meno competitivi da quando la Dinamo gioca in serie A, non solo dal punto di vista tecnico, ma anche da quello caratteriale e della personalità. Un dato purtroppo oggettivo e non soggettivo.
Compatibilmente con le risorse disponibili, la società dovrà muoversi rapidamente e con decisione sul mercato, mettendo a disposizione del coach, Bulleri o chi per lui, un paio di giocatori con pedigree, di sicuro affidamento, che diano garanzie. Non è più tempo di scommesse e salti nel buio, servono elementi forti e con punti nelle mani, altrimenti difficilmente da qui a fine stagione la musica potrà cambiare, anche alla luce (vedi proprio il Napoli) di ciò che hanno fatto e stanno facendo le dirette concorrenti sul mercato.
Bulleri recupera Bibbins, che parte in quintetto. Servono quasi due minuti per vedere il primo canestro, che porta la firma del napoletano Green. Sassari si prende buoni tiri ma non li segna, sino a quando Fobbs infila la tripla del 2-3. E’ Napoli però a menare le danze (13-5) e Bulleri deve spendere il primo time out, per riordinare le idee ai suoi. Halilovic è un disastro, sbaglia tutto ciò che si può sbagliare, lo svantaggio tocca il -10, entra Vincini, Sassari deve ancora accendersi, la circolazione di palla è lenta, l’impressione è che la squadra sia mentalmente molto sfiduciata e che il neo coach nei due allenamenti avuti a disposizione non sia riuscito a dare la scossa. Intanto Napoli va sul 17-5 e le palle perse dai biancoblù non si contano. L’ex Treier affossa Sassari con la bomba del 24-8 (-16), i biancoblù sono onestamente impresentabili e lo sguardo del presidente Sardara a bordo campo non ha bisogno di ulteriori commenti. I primi dieci minuti si chiudono sul 27-11, per una partita già terribilmente in salita.
Green è il primo giocatore ad arrivare in doppia cifra, Totè segna una tripla frontale senza marcatura (33-14), il Banco non è efficace ne in difesa e tantomeno in attacco, dove la differenza di talento con gli avversari è piuttosto marcata. E proprio la poca aggressività difensiva ad essere la chiave in negativo di una squadra, che ha necessità assoluta e totale di sfruttare la difesa per trovare soluzioni d’attacco più semplici possibili, considerato appunto lo scarso talento offensivo. Sassari non ha ne un Pullen e ne un Green e sono questi i giocatori che alla fine fanno la differenza. A 4.40 dall’intervallo Napoli conduce 41-26. Non a caso, quando Sassari ha degli sprazzi di buona difesa, trova una discreta continuità realizzativa e si riavvicina leggermente (43-32). Nel finale del periodo però i padroni di casa ritrovano il filo del discorso, Sassari pasticcia come suo solito e deve ricominciare tutto da capo (49-32). Il tiro da tre di Bendzius in uscita dal time out che non prende neanche il ferro è la fotografia del Banco attuale. All’intervallo la Dinamo ha la testa sotto l’acqua (51-32). Un dato su tutti, Sassari ha 2/18 dall’arco.
Il mood non cambia, Napoli gioca sul velluto, trascinata da un Green che mostra tutto il suo potenziale e fa capire perchè la dirigenza ha deciso di puntare su un giocatore come lui per risollevare le sorti della squadra. Il Banco affonda (65-41) facendo esaltare i padroni di casa che bombardano da tutte le posizioni sulle ali dell’entusiasmo. Non c’è storia e anche il terzo periodo va in archivio con i campani saldamente padroni della gara (68-47).
La partita è purtroppo in archivio da tanto, l’ultimo quarto serve solo per le statistiche, accendendosi solo nelle battute conclusive non per decretare il vincitore, quanto per la differenza canestri, con Sassari che perde 87-70 riuscendo quantomeno a preservare il +18 della gara di andata, grazie alla tripla di Tambone a fil di sirena.
Basket Napoli – Dinamo Banco di Sardegna 87-70
Progressione quarti: 27-11 / 51-32 / 68-47 /
Napoli: Pullen 10, Zubcic 6, Treier 10, Pangos 3, De Nicolao 2, Woldetensae 8, Saccoccia, Green 24, Totè 17, Dut Biar, Bentil 7
Dinamo: Cappelletti 11, Bibbins 10, Vasselli, Trucchetti, Halilovic 9, Fobbs 11, Tambone 8, Veronesi, Bendzius 7, Vincini 5, Gazi 9. Coach Massimo Bulleri
Arbitri: Rossi, Valzani, Lucotti
Aldo Gallizzi







