Un tavolo tecnico con gli istituti di vigilanza per disincentivare furti e rapine

Riunito a Sassari il Comitato provinciale per l'Ordine e la Sicurezza dopo l'assalto alla Mondialpol la settimana scorsa

La Prefettura di Sassari

Sassari. Ieri pomeriggio, alla Prefettura di Sassari, si è tenuta una riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica per procedere a un esame congiunto del fatto criminoso dello scorso 28 giugno, ovvero l’assalto alla sede dell’Istituto di Vigilanza “Mondialpol – Vedetta 2” da parte di un commando armato, che nell’occasione ha portato via un ingente bottino, non esitando a sparare anche nei confronti delle forze di polizia intervenute.

Alla riunione, presieduta dalla prefetta Grazia La Fauci, hanno partecipato, oltre ai vertici provinciali delle Forze dell’Ordine, il procuratore generale della Repubblica Luigi Patronaggio, il procuratore della Repubblica – DDA Rodolfo Sabelli, il procuratore della Repubblica del Tribunale di Sassari Paolo Piras, l’amministratore straordinario della Provincia Pietrino Fois e il sindaco di Sassari Giuseppe Mascia.

La prefetta, in apertura di incontro, ha evidenziato, in primo luogo, come l’evento criminoso, per le modalità di tempo e luogo dell’azione in ambito urbano e alla presenza di comuni cittadini, si configuri con caratteristiche di straordinarietà che richiedono una risposta articolata e coordinata da parte di tutte le istituzioni competenti. Nell’ambito del confronto, preso atto che negli ultimi anni, in diversi ambiti della Sardegna e, in particolare di recente in questo territorio, si sono registrati ripetuti assalti a furgoni portavalori e a caveaux di istituti di vigilanza, è stata condivisa la necessità di rivedere sia le strategie di prevenzione dello specifico fenomeno e, più in generale, le pianificazioni di controllo del territorio, sia le procedure di intervento delle forze di polizia al momento dell’azione criminosa e nelle fasi immediatamente successive. Sotto questo profilo, è stata condivisa, per le caratteristiche di insularità della regione, l’utilità di un maggiore coordinamento e di una pianificazione di livello regionale, che riguardi la dislocazione e l’attivazione delle forze di polizia territoriali, nonché l’impiego di reparti speciali di pronto intervento. I rappresentanti della magistratura inquirente, in particolare, hanno rappresentato, alla luce delle attività già in atto, come risulti fondamentale una risposta coordinata tra tutti i soggetti competenti in ambito regionale, che favorisca la massima circolarità delle informazioni.

Al fine di rendere meno appetibile tali forme di reato occorre valutare la possibile adozione di misure volte a ridurre il quantitativo di denaro contante oggetto di trasporto e custodia. Con riferimento alle preoccupazioni provenienti dai lavoratori della vigilanza privata, è stato rilevato che una maggiore sicurezza delle guardie giurate impegnate nei servizi si realizza in primo luogo con la puntuale definizione e rispetto delle procedure che disciplinano lo svolgimento da parte degli istituti di vigilanza delle attività di trasporto e custodia dei valori. Al riguardo, è stato stabilito di attivare uno specifico tavolo tecnico sulle misure di sicurezza che devono essere approntate dagli istituti di vigilanza in occasione del trasporto e custodia dei valori, al fine di disincentivare i reati in questione e accrescere la sicurezza degli operatori della vigilanza privata.

Il sindaco Mascia, nel rappresentare i sentimenti di apprensione della popolazione per l’accaduto, ha manifestato la più ampia disponibilità dell’Amministrazione comunale a fornire ogni utile forma di supporto alle forze dell’ordine nell’attività di prevenzione, anche implementando i sistemi di videosorveglianza.

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