Un mondo di apparenze
Come vivono i giovani del XXI secolo? Quali sono i valori che regolano la loro esistenza? Quali i principi morali che guidano la loro quotidianità?
I genitori del 2000 vorrebbero sapere cosa passa per le giovani menti dei loro figli. Questi si dimostrano disinteressati al mondo, forti della convinzione che non ci sia nulla da apprendere. I giovani credono che non sia necessario conoscere per condurre un’esistenza felice e appagante. Al contrario, ritengono che l’apparenza sia la chiave di tutto. Per i giovani uomini e le giovani donne del futuro, l’“avere” prevale sull’“essere”, e va privilegiata l’apparenza a discapito della conoscenza. I modelli diseducativi trasmessi negli ultimi anni, per mezzo dei mass media, hanno rafforzato queste credenze e convinto le giovani ragazze che basti essere belle per ottenere un buon impiego, portandole ad affermare che possedere conoscenze ampie e valide sia ininfluente. Se poi madre natura non ci ha donato la bellezza necessaria, non c’è problema, ci pensa il bisturi di qualche chirurgo estetico! I ragazzi, invece, ritengono che i soldi siano la base del successo personale. Per vincere appalti e concorsi non è necessario studiare duramente: una mazzetta al momento giusto ed il posto sarà tuo in men che non si dica. Nel 2015 ci troviamo a convivere in un mondo corrotto, dissoluto, privo di modelli capaci di condurre i giovani verso la conoscenza e la giustizia. Le poche personalità che cercano di modificare l’illusoria realtà in cui viviamo, vengono additate e considerate “pazze” e “visionarie”. Ebbene sì, invece di evolversi, la nostra società sta retrocedendo, un po’ come fanno i gamberi!
Scuola, televisione ed internet parlano tanto di merito e giustizia ma i comportamenti adottati oggi da troppe persone, compresi i responsabili della res publica, sembrano riportarci al tempo di Socrate, quando un uomo sapiente e saggio veniva ucciso perché, a causa delle suo amore per la conoscenza e il vero, era considerato una “minaccia”. La dura e triste verità è che i giovani di oggi non possiedono più valori a cui fare riferimento e perseguono i propri scopi non curandosi del modo in cui li raggiungono. Scelgono spesso la via più facile, anche se non è quella più giusta. L’importante è ottenere tutto e subito, vivere alla giornata senza pensare a ciò che sarà domani. Sono disposti a tutto pur di raggiungere i propri obbiettivi, anche a sacrificare la propria dignità e il rispetto per se stessi e per gli altri. I giovani, in sintesi, crescono maturando l’idea che esista sempre una scappatoia per aggirare i problemi della vita. Ma, ben presto, passato “il tempo delle mele” e con esso l’ingenuità dell’adolescenza, essi si risveglieranno in un mondo crudele e spietato, molto diverso da quello che avevano fino ad allora idealizzato. Certo potranno sempre affidarsi alla bellezza e ai soldi per riuscire nella vita, ma quando questi saranno terminati? Che ne sarà di loro? E come faranno ad essere cittadini responsabili e attenti senza le conoscenze necessarie a valutare decisioni da prendere e scelte da compiere? Come diceva il Manzoni, ai posteri l’ardua sentenza. (Eleonora Deiara)







