Torres, Mastinu dipendente?

Dopo il primo scorcio di stagione, il talentuoso centrocampista sembra essere il faro imprescindibile per la squadra rossoblù

Giuseppe Mastinu è l’uomo in più di questa Torres

Da oggetto di mugugni e discussioni riguardo al rendimento e alla sua posizione in campo lo scorso anno, a imprescindibile faro illuminante in questo primo scorcio di nuova stagione. Peppe Mastinu è diventato l’uomo fondamentale e insostituibile della Torres edizione 2024/25, lo dicono i numeri, lo dicono i fatti, lo dice il campo. Anche ieri nella partita con il Legnago lo si è visto, quando è entrato lui in campo, la manovra, farraginosa e poco fluida fino a quel momento, è cambiata completamente, la Torres ha iniziato a macinare gioco e a creare opportunità e alla fine ha ribaltato una partita che si era messa malissimo. La sua qualità, le sue giocate, le sue geometrie, stanno incidendo in maniera pesante. Rispetto alla scorsa stagione, la squadra rossoblù sta dando l’impressione di assorbire meglio l’assenza di Giorico (lo scorso anno senza di lui erano dolori) piuttosto che quella di Mastinu. L’ex Pisa, alle qualità e all’ordine in fase di impostazione, unisce l’imprevedibilità della giocata con quel suo sinistro sopraffino e questo aspetto, spariglia le carte e fa spesso saltare il banco per le difese avversarie.

La gara col Legnago. Approccio sbagliato e forse anche qualche scelta iniziale azzardata di Greco. Va bene il turn over, obbligatorio quando ci sono partite ravvicinate come in questo periodo, ma onestamente è impensabile e anche un pizzico presuntuoso cambiare così tanti uomini contemporaneamente nell’undici iniziale e sperare che gli automatismi non ne risentano. Se poi, come già sottolineato, la squadra non entra in campo con la giusta cattiveria, ecco che dopo cinque minuti, alla prima occasione si prende il gol. Idem nel secondo tempo, dove ci si aspettava una Torres più aggressiva e determinata e invece ecco che arriva l’altra leggerezza difensiva e il secondo gol. Come ha giustamente sottolineato il tecnico rossoblù nel dopo gara, c’è da rivedere qualcosa, perché non si può pensare che alla fine vada sempre bene. Ieri è andata, così come a Pontedera, ma occhio, perché a scherzare col fuoco si finisce col bruciarsi. Pareggiare a Legnago, con tutto il rispetto possibile per i veneti, sarebbe stato un delitto, perché la Torres ha una caratura nettamente superiore e se si vuole lottare per obiettivi importanti  l’atteggiamento, specialmente contro le “piccole” deve cambiare. Supponenza e pensieri tipo “tanto prima o poi il gol lo facciamo e la vinciamo”, non sono da grande squadra e su questo bisognerà lavorare. Da consapevolezza a supponenza è un attimo. Un esempio da seguire è il Cesena dello scorso anno, una squadra che entrava in campo cattiva e determinata sempre e comunque, piccole o grandi che si trovasse di fronte.

Questo è il prossimo step da compiere, perché con maggior cattiveria e determinazione probabilmente verranno meno anche le leggerezze difensive, specie su calci piazzati, che stanno caratterizzando la prima parte di stagione rossoblù e a quel punto nessun traguardo sarà precluso.

Aldo Gallizzi

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