Torres così non va

La squadra ha perso fiducia e certezze, cambiare modulo e qualcosa nell’undici titolare per ritrovare l’equilibrio perduto potrebbero essere la soluzione in questo momento

 ” E’ un momento che va preso per quello che è, valutando con equilibrio e serenità quello che sta succedendo, i ragazzi hanno fatto la prestazione che dovevano fare, abbiamo sviluppato tanta mole di gioco con tanti cross e forse ci è mancato quel guizzo finale in area di rigore per concludere a rete “. Parole firmate da Alfonso Greco, dopo l’inopinata battuta d’arresto casalinga contro un Sestri Levante bravo e cinico nel prendersi ciò che la Torres gli ha concesso e altrettanto determinato nella difesa del golletto segnato nel primo tempo dagli undici metri che, è bastato per violare per la prima volta in stagione il Vanni Sanna.

Cinismo ancora una volta è mancato ai rossoblù che, hanno confermato l’altro problema che li accompagna ormai da svariate settimane, la vulnerabilità nelle ripartenze e negli inserimenti in verticale dei centrocampisti avversari. Analizzando nel dettaglio, in realtà nella pattuglia delle punte rossoblù, il solo Fischnaller può essere definito un bomber, è quello che vede più la porta rispetto ai vari Scotto e Ruocco che agiscono prevalentemente defilati e a supporto e non hanno il killer instinct, così come Goglino che è bravo a creare superiorità numerica ma non vede la porta. L’unica alternativa si chiama Diakitè, ma relativamente. Questo per quanto riguarda la fase offensiva.

Il centrocampo invece è in affanno da settimane, ma mister Greco finora ha insistito sui suoi pretoriani e non ha cambiato una virgola, quasi a catalogare le cose negative come episodi fini a se stessi, continuando a credere nelle sue idee. Se però si vanno ad analizzare numeri e situazioni di gioco generali degli ultimi due mesi, ciò che emerge è che molti dei gol subiti e in generale la gran parte delle opportunità costruite dagli avversari, come già evidenziato, nascono da ripartenze su palle perse (gli avversari sanno che andando in pressing sui portatori di palla la Torres va in difficoltà) che trovano la squadra scoperta e sbilanciata o da inserimenti dei centrocampisti avversari che sfruttano la poca propensione di Giorico e Mastinu a inseguire i tagli. L’esempio è la rete subita con il Sestri, nata da un taglio centrale del ligure Podda sul quale Mastinu non è riuscito a chiudere coi tempi giusti. Attenzione, si parla di caratteristiche degli uomini e non certo di colpe specifiche. La sensazione più volte confermata, è che la Torres attualmente non regga questo modulo. Manca l’equilibrio e nel momento in cui gli attaccanti fanno fatica a segnare è molto facile subire gol e perdere le partite. L’aver giocato in una certa maniera con grandi risultati per un intero girone, non significa automaticamente che lo si possa fare anche ora. I risultati infatti dipendono da tanti fattori, stato di forma, avversari che ormai ti conoscono e sanno dove e come colpirti, calo mentale e via dicendo. Tutte cose legittime e normali nel corso di una stagione, ma che un tecnico deve saper leggere per porvi rimedio.

Riguardo al calo psico fisico, era impensabile che non ci fosse. Partiamo da un dato molto semplice: nella formazione titolare che Greco solitamente propone, i soli Zaccagno, Zecca e Ruocco hanno meno di 30 anni. E’ chiaro che dopo aver giocato un girone di andata a mille, ora abbiano le gomme sgonfie e insistendo ulteriormente il rischio è che le gomme si buchino proprio.

Ecco perchè, probabilmente è arrivato il momento di rivedere alcune convinzioni, di cambiare modulo e di avere il coraggio di escludere dall’undici titolare qualche nome pesante. Non necessariamente Mastinu che, tra l’altro sta giocando in un ruolo non esattamente suo. Quando manca l’equilibrio spesso ci si affida al 4-4-2 che permette di coprire meglio tutte le zone del campo e aiuta a ritrovare quella fiducia e quella solidità che nel caso della Torres, ora come ora stanno venendo a mancare. E allora ecco che, valutare con equilibrio e serenità e senza drammi, come sostiene Greco, è certamente cosa buona giusta da fare, ma lo è altrettanto aprire gli occhi e non intestardirsi, perchè il rischio è quello di buttare all’aria ciò che è stato fatto finora. Un passettino indietro spesso serve per farne poi tre avanti e quando tornerà a disposizione Kujabi, ecco che magari la Torres potrebbe ritrovarsi in casa il giocatore che fa al caso suo.

Intanto a proposito di giocatori, dopo non essere riuscita a chiudere le operazioni in mente nel mercato di gennaio, la società si è buttata sulla lista degli svincolati, individuando (tra gli altri) nell’ex Roma Aleandro Rosi un nome ritenuto adatto alle attuali esigenze. A breve si attendono novità.

Aldo Gallizzi

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