Torres, a Pesaro panchine calde
Domenica alle 12:30 nel lunch match contro la Vis in uno scontro diretto fra deluse che sa tanto di ultima chiamata
Inutile girarci troppo intorno e addolcire la pillola, quella di domenica prossima a Pesaro sarà una partita decisiva. Nel senso che in caso di vittoria, rappresenterà l’inizio della rinascita, viceversa, nella malaugurata ipotesi di un’altra sconfitta, le probabilità che Michele Pazienza resti seduto sulla panchina rossoblù crollerebbero drasticamente.
La situazione è quella che è, lo sa la società che ha confermato la fiducia (a tempo) al tecnico dopo lo scivolone con la Sambenedettese, lo sa lo stesso allenatore, uomo di calcio che ben conosce le dinamiche. Ad un certo punto ciò che conta è solo il risultato e quel punto è arrivato.
Scontro fra deluse dicevamo, ma chi sta peggio è sicuramente la Torres, terzultima con 5 punti frutto di una vittoria, 2 pareggi e ben 5 sconfitte, tre delle quali di fronte al pubblico amico. La Vis ha 3 punti in più e naviga in acque sicuramente meno agitate. Ciò che le due squadre hanno in comune sono le aspettative deluse, perchè entrambe seppur con sostanziosi cambiamenti nei rispettivi organici, vengono da una stagione da protagoniste e certamente non si aspettavano una partenza di questo tipo.
“In questo momento ci manca il risultato ed è la cosa fondamentale di cui c’è più bisogno, per ritrovare serenità, fiducia e autostima per poter andare avanti nel lavoro – ha commentato Michele Pazienza -. La Vis ha cambiato molto come noi, quindi quando si cambia ci vuole sempre un pochino di tempo in più per avere risultati e soprattutto raggiungere una certa continuità. Domenica sicuramente ci sarà una gara dove si affronteranno due squadre che per valori si assomigliano molto e avranno uno stato mentale simile, entrambe avevamo altre aspettative. Avrà la meglio chi ci crederà di più e avrà più fame. I tifosi? In questo momento con loro mi sento a disagio, perchè è chiaro che questo è una fase in cui abbiamo bisogno di loro, l’ho già detto tempo fa, ma li capisco e credo sia giusto lasciarli liberi di esprimere il loro malcontento e il loro malessere, come è giusto che sia. Da parte mia credo che la cosa migliore sia stare in silenzio e cercare di aiutare i mie ragazzi a venir fuori da questa situazione attraverso il lavoro. Credo che la gente la si conquisti con le prestazioni e l’impegno e solo attraverso i fatti si può riaccendere quell’entusiasmo, che sicuramente c’era nella prima fase della stagione e che ora si sta comprensibilmente spegnendo. Non ci sono favole che posso raccontare, servono i risultati. Cosa chiedo ai ragazzi? In questo momento c’è bisogno di farli sentire più liberi mentalmente, lo si può chiamare coraggio, personalità, il mio intento ora è questo. Sono sempre dell’idea che la personalità e il coraggio in qualcuno siano innate e in qualche altro le si possano ottenere attraverso un lavoro di squadra. Se un calciatore sa, che nel momento in cui sbaglia c’è un proprio compagno pronto a rimediare e a fare una corsa in più, prende coraggio e acquisisce la personalità per andare a cercare la palla la volta successiva. Come va con gli infortunati? Mastinu sta cominciando a lavorare con la squadra ma domenica ancora non ci sarà, Giorico ha ripreso a correre e la settimana prossima dovrebbe rientrare, Stivanello è ancora fuori, mentre Lattanzio sarà convocato. Gli errori tecnici? Faccio fatica a vedere una partita dove non ce ne sono, spesso quando ci sono errori di un certo tipo è perchè si sta cercando di fare la giocata, preferisco vedere i miei giocatori sbagliare, perchè significa che ci hanno provato e alla lunga questo paga perchè alla fine le cose saranno fatte nella maniera giusta”.
Aldo Gallizzi









