Sul Salone del libro di Torino cala il sipario
Bilancio decisamente positivo per l’edizione di quest’anno, dedicata ai “visionari” sardi. Grande successo e altrettanta partecipazione di pubblico per il ricco cartellone di eventi presentati dall’AES e dalla Regione Sardegna

Torino. Nello stand sardo presente a Torino per la XXIX edizione del Salone internazionale del libro, ieri pomeriggio si sono chiusi i lavori. Terminati gli eventi in programma, si è conclusa l’avventura sarda al Lingotto. Gli editori sardi riportano a casa un risultato decisamente positivo che conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, il grande interesse del pubblico nei confronti del libro e dell’editoria sarda: rispetto all’anno scorso sono confermati i dati di vendita e nonostante la contrazione del mercato, la Sardegna tiene il passo. Significativo, al riguardo, il dato generale diffuso dall’ufficio stampa del Salone allestito al Lingotto, relativo ai 126.406 biglietti venduti rispetto ai 122.638 del 2015 e un incremento pari al 3,1%.
«Il bilancio del Salone del libro di Torino – ha dichiarato Simonetta Castia, presidente dell’Associazione editori sardi – è più che positivo e tiene il passo in uno scenario caratterizzato dalla crisi del mercato editoriale, cresce in maniera esponenziale l’interesse del pubblico verso il mondo del libro sardo e dell’editoria. Ancora una volta l’immagine visionaria della nostra isola emerge arricchita dalla rilettura, moderna ma fedele, della nostra identità».
Gli eventi di sabato sera, hanno riscosso un buon successo di pubblico, in particolare l’apprezzata performance di Marta Proietti Orzella, che ha interpretato alcuni brani tratti dalla pièce teatrale “Tutto tranne Gramsci”, l’evento è stato curato dall’Associazione editori sardi. Buono anche il gradimento della presentazione del volume, “Un delitto fatto bene” (Delfino editore), presente l’editore, affiancato dall’autore Mario Faticoni e da Gigi Livio. Sempre nella serata di sabato, Marta Proietti Orzella ha curato anche alcune letture, durante lo spazio dal titolo “Dall’albero del riccio ad Araj dimoniu”, curato da Condaghes in collaborazione con l’associazione Casa museo Antonio Gramsci: un momento dedicato al recupero della fiaba tradizionale sarda con brani tratti dalle omonime opere di Antonio Gramsci e Sergio Atzeni.
Domenica 15 maggio, la giornata è stata aperta dalla presentazione di “Nuddadifà”, un avvincente giallo, edito da Arkadia, ambientato a Sassari e reso con stile originale e linguaggio scoppiettante. L’autore, Nello Rubattu, ha dialogato con Antonio Meloni. Il programma è proseguito con la presentazione di “Giusepe Biasi e la sua terra”, un progetto di residenza artistica curato dall’associazione concertistica “Jana project” in collaborazione con l’editore Ilisso. Grande partecipazione per le iniziative ospitate, nel pomeriggio, nello “Spazio incontri”, in particolare il dibattito “Desiderata library”, una riflessione a più voci durante la quale un qualificato parterre, composto da Graziana Frogheri, Sam Habibi Minelli, Vanna Fois e Pierluigi Lai, ha fatto il punto sui delicati rapporti fra lo sviluppo tecnologico e l’editoria. Durante l’incontro, curato da Aes, Sardegna ricerche, Regione Sardegna e Gruppo Meta, è stato presentato il progetto legato a un ambiente di lettura interattivo, una piattaforma per scrivere, gestire e pubblicare contenuti.
In attesa della pubblicazione dell’edizione nazionale dell’opera deleddiana (a dicembre usciranno le prime due e le ultime due opere del Nobel nuorese), Duilio Caocci, Marcello Fois, Aldo Maria Morace e Michele Russo, più tardi, hanno illustrato i dettagli di un’importante operazione che sarà realizzata con massiccio impiego della digitalizzazione, per un progetto – hanno spiegato i relatori – che potrebbe fare da apripista per altre iniziative editoriali analoghe. Il doppio anniversario deleddiano coincide, infatti, con l’istituzione, al Ministero dei Beni Culturali, dell’Edizione Nazionale dell’Opera Omnia di Grazia Deledda, avvenuta il 6 ottobre scorso con la nomina di una commissione nazionale di cui fanno parte prestigiose figure di italianisti, da Amedeo Quondam a Rino Caputo, da Anna Dolfi a Romano Luperini e a Clelia Martignoni, nonché docenti dell’università di Sassari (Aldo Maria Morace, Marco Manotta) e dell’università di Cagliari (Duilio Caocci, Roberto Puggioni). Come si ricorderà, le Edizioni Nazionali rispondono all’esigenza scientifica di garantire la tutela, la valorizzazione e la fruizione del patrimonio letterario e di pensiero costituito dagli scritti degli autori più rilevanti della ricca tradizione italiana.
Il programma è quindi proseguito con “Desiderata Deledda”, un laboratorio didattico interattivo curato da Ilisso edizioni. La presentazione del volume “La bimba di madame fransé”, Aipsa edizioni, (con interventi dell’autrice Anna Castellino e di Patrizia Manduchi), ha anticipato la chiusura della serata conclusasi con il reading di Camilla Soru e Andrea Congia su brani tratti da “Il dio petrolio” di Francesco Masala, un evento curato dall’associazione “Tra parola e musica”. L’ultimo appuntamento in cartellone è stato “Un’Isola da bere. Percorsi letterari nella Sardegna del vino, dei liquori, del caffè”, curato da CUEC editrice, con i coautori Vincenzo Soddu, Gianni Stocchino e il coordinamento di Germano Orrù.








