Lecis (Sinistra Sarda): «Noi alternativi al Pd»

Insieme al candidato alla Presidenza della Regione è intervenuto Paolo Ferrero, vicepresidente della Sinistra Europea

FerreroLecis

Cagliari. «Pigliaru? Un Monti al pane carasau. E noi siamo alternativi al centrosinistra e al Pd». Vindice Lecis, candidato presidente della Regione Sardegna per Sinistra Sarda, lo ha ripetuto ancora una volta. Venerdì mattina ha incontrato la stampa a Cagliari nella sede di Rifondazione, insieme al leader di Prc (di cui è stato segretario dal 2008 al 2017)  e vicepresidente della Sinistra Europea, Paolo Ferrero, ex ministro del Governo Prodi, l’ultimo del centrosinistra allargato e con un Pd ancora embrionale. «Vogliamo costruire una sinistra che stia dalla parte dei lavoratori, degli operai e dei pensionati e che ci stia in modo coerente. Non stiamo con i banchieri. Non siamo il Pd», ha ricordato Ferrero.

Da parte di Sinistra Sarda nei confronti della Giunta Pigliaru ci sarà una totale discontinuità, non solo nelle politiche che sono state improntate al liberismo continentale, ma anche nel metodo: non ci sono state discussioni, solo imposizioni, come ha fatto notare anche la Cgil, a parte il piano LavoRas, che secondo Lecis è stato comunque insufficiente. «Con Sinistra Sarda stiamo piantando i semi per un progetto futuro. Il 24 febbraio per noi sono convinto che ci sarà un risultato positivo. Parliamo di temi veri, che gli altri non pongono», ha ribadito Lecis. La lista che ripropone la falce e il martello non è insomma una semplice aggregazione di sigle, dal rinato Pci a Rifondazione comprendendo altri esponenti di sinistra.

Parole critiche anche nei confronti di Massimo Zedda, candidato presidente per la coalizione dei Progressisti, il centrosinistra a guida Pd. Il sindaco di Cagliari in questi anni non si è mai opposto a Renzi, al suo progetto di riforma costituzionale o al jobs act, o alla Giunta Pigliaru. Con loro, anzi, secondo Lecis, è in continuità.

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