Stefania e Matteo nel Paese dei Balocchi

L’ultima frontiera de “La Buona Scuola”, anziché la dematerializzazione delle classi-pollaio, la stabilizzazione degli organici e la ridefinizione della funzione docente, sarà la promozione obbligatoria per tutti gli alunni

 

di Antonio Deiara

gianninirenziPensavo di aver visto tutto e il contrario di tutto, “pentagrammando” per oltre sette lustri nelle Scuole di ogni ordine e grado: i giudizi quadrimestrali in triplice copia, con la carta carbone dispettosa che macchiava e non copiava; le futuristiche Aule Marte traboccanti di computer e stampanti, presto tramutatesi in obsolete… Aule Morte; l’episcopio, che proiettava una pagina del libro sulla parete libera dell’Aulamusica, rimpiazzato dal Progresso con la “Lavagna luminosa”, proiettore di “lucidi” su uno schermo immacolato, e LIM taumaturgiche. E come dimenticare le lettere (A-B-C-D-E) per valutare le performances dei miei alunni, modificate in voti che oggi dovremo riconvertire in lettere.

L’ultima frontiera de “La Buona Scuola”, anziché la dematerializzazione delle classi-pollaio, la stabilizzazione degli organici e la ridefinizione della funzione docente, sarà la promozione obbligatoria per tutti gli alunni, con qualche rara eccezione documentabile esclusivamente in sanscrito. Ma io questa storia la conoscevo già! Un giorno, Stefania e Matteo si trovarono di fronte un enorme cancello sovrastato da una scritta policroma e luminosa: “Il Paese dei Balocchi”. Festa tutto il giorno e tutti i giorni, abrogazione della Scuola, leccornie a volontà per ciascun ragazzo. Era come se la Grande Industria Nazionale avesse assunto tutti gli operai disponibili e pagasse loro un Stipendio Buono per messaggiare, chattare, postare e taggare tutto il giorno fino all’inizio delle ferie, per poi, esaurito il tempo del meritato riposo, riprendere gioiosamente le medesime attività pseudolavorative al termine delle ferie!

I ragazzi residenti nel “Paese dei Balocchi”, in un brumoso mattino di non ricordo quale mese, si risvegliarono adornati da una coda birichina e da lunghe orecchie a parabola. Terrorizzati, fecero vibrare le corde vocali per esprimere la loro disperazione e… ragliarono. Che bel concerto! Era stato appena fondato il “Paese del Bel Raglio”. Stefania e Matteo tentarono di fuggire ma vennero circondati da tantissimi alunni ed ex alunni gioiosamente raglianti che sventolavano il meritato diploma. Altro che faticare ogni giorno per leggere, scrivere e far di conto… Come dice anche un vecchio adagio: “Ragliando s’impara!”.

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