Stagione sinfonica a Sassari, stasera la Quinta di Beethoven con Umberto Benedetti Michelangeli

Prima parte dedicata al Concerto per pianoforte e orchestra n. 23 in La Maggiore di Mozart con Eleonora Armellini

Le prove dell’orchestra con il maestro Umberto Benedetti Michelangeli

Sassari. Terzo e ultimo concerto stasera alle 20,30 al Teatro Comunale di Sassari della prima parte della stagione sinfonica dell’Ente Concerti “Marialisa de Carolis”. Una serata dedicata a due giganti della musica, Mozart e Beethoven. Di Wolfgang Amadè sarà eseguito il Concerto per pianoforte e orchestra n. 23 in La Maggiore, uno dei più famosi di un genere, quello delle composizioni per fortepiano (ai tempi del geniale compositore di Salisburgo infatti il moderno pianoforte ancora non esisteva) e complesso di archi, fiati e, spesso, anche timpani, che proprio con Mozart toccò vertici di incredibile bellezza, gettando le basi per i successivi sviluppi del periodo romantico. A dirigere l’orchestra dell’Ente Concerti sarà Umberto Benedetti Michelangeli, che a Sassari è stato già in passato, anche in anni recenti. Conosciuto e apprezzato a livello internazionale, appartiene a una famiglia che ha dato alla musica uno dei più grandi pianisti di tutti i tempi come Arturo ma anche il violinista Umberto senior, padre del direttore Umberto, che sul palcoscenico del Comunale sarà affiancato per l’occasione dalla pianista Leonora Armellini.

Benedetti Michelangeli guiderà l’orchestra dell’Ente anche nella seconda parte del concerto, dedicata interamente a una delle composizioni più celebri della storia della musica, la Sinfonia n.5 in do minore di Ludwig van Beethoven. Il tema del primo movimento, con la doppia successione di quattro note, è conosciuto da tutti, anche da chi non ha mai ascoltato musica classica. Ma la Quinta non si limita a questo incipit. L’ultimo movimento, giusto per suggerire un ulteriore esempio, conquista l’ascoltatore in un finale trascinante.

Massimo Quarta

Il concerto del 4 maggio. L’orchestra dell’Ente sarà quindi chiamata a ripetere la bella prova del concerto dello scorso 4 maggio, che ha riscattato l’incolore prima serata della rassegna del 24 aprile. Il secondo appuntamento della stagione è stato dedicato a due capolavori di Pëtr Il’ič Čajkovskij, il Concerto per violino e orchestra in Re Maggiore op. 35 e la Sinfonia n. 4 in fa minore op. 36. Protagonista è stato, come nel primo evento in cartellone, il grande violinista Massimo Quarta, nella veste anche di direttore. Impegnata in un repertorio evidentemente più congeniale rispetto a quello dell’evento precedente, l’orchestra dell’Ente, stavolta (ovviamente, si trattava di musica di fine XIX secolo) con tutte le sezioni, non ha sfigurato. Un organico risultato molto più affiatato, seppure con parecchie integrazioni e sostituzioni, ha garantito una buona esecuzione delle composizioni in programma. Innanzitutto il concerto per violino, uno dei più famosi e difficili della storia della musica, magistralmente interpretato da Massimo Quarta, che ancora una volta ha dato dimostrazione delle sue eccellenti doti virtuosistiche. Il bis, che ha chiuso la prima parte, era il Capriccio n.1 (andante in mi minore) di Nicolò Paganini, compositore amatissimo da Quarta, secondo italiano vincitore nel 1991 del Premio internazionale intitolato al mitico violinista genovese. La seconda parte, come ormai caratteristico dallo scorso anno della stagione sinfonica, ha visto Massimo Quarta impegnato solo come direttore. Promossa l’interpretazione della Sinfonia n. 4, con Quarta adeguatamente supportato dall’orchestra dell’Ente, che, a parte una piccola incertezza nell’attacco del primo movimento riservato agli ottoni, si è ben comportata. Non va però dimenticato di sottolineare che manca sempre quell’amalgama sonoro che caratterizza i complessi sinfonici stabili. Quarta ha dato prova di una sicurezza nella direzione (per una lunga frazione ha utilizzato solamente lo sguardo) che non aveva invece mostrato nel precedente appuntamento della stagione. Forse il poco tempo a disposizione per le prove – era stato chiamato a sostituire Uto Ughi costretto al forfait per motivi di salute – non gli aveva consentito di approfondire appieno l’analisi delle partiture con l’orchestra, che va detto da sempre ha maggiore familiarità con il repertorio tardo ottocentesco, a cominciare da quello lirico, per il quale ha sicuramente un rapporto più stretto al contrario di quello del periodo classico dei decenni a cavallo tra 1700 e 1800.

I prossimi eventi della stagione sinfonica e lirica. Il cartellone della rassegna ha il sostegno e il contributo del Ministero della Cultura, della Regione Sardegna, del Comune di Sassari e della Fondazione di Sardegna. La musica sinfonica ritornerà a ottobre con due concerti: il 13 ottobre con Uto Ughi e il 19 ottobre con Daniele Agiman con i giovani artisti della Fondazione SIAA (Sic itur ad astra). La stagione sinfonica invece prenderà il via nelle prossime settimane con due anteprime: “Falso tradimento”, opera del compositore Marco Tutino, che il 28 giugno, con replica il 30, sarà rappresentata per la prima volta in lingua italiana al Teatro comunale con la regia di Hugo de Ana e la direzione della controversa Beatrice Venezi; poi il 12 luglio alle 21,30 sarà la volta di una rivisitazione di “Otello” di Giuseppe Verdi, per la seconda edizione della lirica in piazza d’Italia.

L.F.

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