Caso ebola a Sassari, nessuna psicosi da contagio
Il punto con l’assessore regionale Arru. Il paziente è stato trasferito a Roma. In autoisolamento tre persone, che potrebbero avere avuto un qualche tipo di contatto, ma prima del manifestarsi della malattia
Sassari. «La macchina operativa ha funzionato secondo i tempi e nei modi previsti dall’Unità di crisi avviata a novembre. Ora stiamo facendo tutte le verifiche necessarie per capire se il paziente ha avuto qualche contatto dal momento in cui si sono manifestati i sintomi, cosa che lui ha categoricamente escluso sin dal primo momento». È quanto ha rimarcato questa mattina a Sassari, nella sala conferenze dell’Istituto di Malattie Infettive dell’Aou in viale San Pietro, l’assessore regionale della Sanità Luigi Arru. Insieme a lui il direttore generale del servizio prevenzione del Ministero della Salute Raniero Guerra, il commissario dell’Aou di Sassari Giuseppe Pintor, il primario del Reparto di Malattie Infettive di Sassari Maria Stella Mura, il commissario della Asl 1 Agostino Sussarellu e i due direttori sanitari della Asl 1 Serenella Zedda e della Aou Antonella Virdis.

Poco prima dell’incontro con la stampa Arru ha fatto il punto della situazione sul caso del cooperante sardo di Emergency risultato positivo al contagio da Ebola e ricoverato da mercoledì mattina alle 5 all’Ospedale Spallanzani di Roma (100 medici costituiscono l’equipe di lavoro sul caso). Alle 4,30 l’arrivo all’aeroporto di Pratica di Mare dallo scalo algherese a bordo di un mezzo dell’Aeronautica Militare. L’iter seguito è quello previsto dai protocolli nazionali.
E nel corso dell’incontro con la stampa è stato annunciato che sono in autoisolamento tre persone, probabilmente familiari (per questioni di privacy non è stata data nessuna indicazione, ma dovrebbe trattarsi della mamma e delle due sorelle), che avrebbero avuto un qualche tipo di contatto, ma prima del manifestarsi della malattia. Due volte al giorno, comunque, controllano la temperatura corporea: finora però non hanno manifestato alcun sintomo. Sono sotto controllo anche gli operatori del 118 che lunedì hanno trasportato il paziente da casa al reparto di Malattie Infettive di Sassari senza passare dal Pronto Soccorso, operatori che erano però completamente protetti. La struttura dell’Aou è predisposta per dare la prima assistenza. I pazienti poi si trasferiscono allo Spallanzani di Roma o al Sacco di Milano.

«Non stiamo parlando di un untore, ma di un professionista che ha gestito la situazione con molta coscienza, un professionista esperto che al rientro dalla Sierra Leone, dove lavorava da febbraio, si è messo in autoisolamento per i prescritti 21 giorni e, soprattutto, ha autodenunciato i sintomi tenendo a distanza chiunque dal momento in cui ha avuto il minimo sospetto di aver potuto contrarre l’ebola. Quando è salita la febbre e ha avvertito gli operatori, è stato portato in autoambulanza nel reparto di Malattie Infettive senza passare dal Pronto Soccorso. Non facciamoci prendere dalla psicosi, non ce n’è alcuna ragione – ha rimarcato Arru –. Di sicuro è più probabile contrarre malattie come tubercolosi, sifilide e Aids che anche in Sardegna stanno nuovamente aumentando perché negli ultimi anni è stata abbassata la guardia».

«Sono stati rispettati i protocolli previsti, anche da parte dello stesso paziente. In ogni caso, quando il quadro clinico si è evoluto verso una sintomatologia febbrile immediatamente è scattato l’isolamento. Sull’ebola c’è ancora tanto da scrivere e da studiare. La malattia è grave, lo sappiamo», ha detto il direttore generale del servizio prevenzione del Ministero della Salute Raniero Guerra, che ha aggiunto che sono stati messi a disposizione una decina di farmaci e che dallo Spallanzani sarà emesso un bollettino medico al giorno con le condizioni del paziente e l’uso dei farmaci.
«Già nel primo bollettino avevamo scritto che il paziente è stato immediatamente collaborante. Ed era assolutamente lucido», ha precisato Antonella Virdis, direttore sanitario dell’Azienda Mista. «Il paziente è arrivato con febbre e tosse ed era perfettamente lucido. Al primo esame il sangue era quasi nella norma. Anzi, i parametri vitali nella prima mattinata di ieri erano soddisfacenti. Lui è rimasto sereno. Il decorso clinico è molto variabile e dipende dalla risposta immunitaria del soggetto. Non si può fare una prognosi. Possiamo aggiungere solo che il quadro classico della malattia dice che le sue condizioni peggioreranno», ha spiegato la professoressa Maria Stella Mura, direttore dell’Istituto di Malattie Infettive dell’Università di Sassari.

La procedura è stata interamente rispettata. Tutto quello richiesto come necessario dal codice rosso era regolare. Da Roma era arrivata la barella ad alto biocontenimento, non disponibile a Sassari: il paziente è stato così trasferito a bordo di una ambulanza della Croce Rossa. Ottimo inoltre il rapporto tra 118, servizio di igiene della Asl e clinica di malattie infettive. Ma ha funzionato molto bene tutto il coordinamento interistituzionale. «Non devo fare altro che ringraziare tutti gli operatori», ha concluso l’assessore Luigi Arru.





