Sassari e la sua Brigata, un legame sempre più forte
A Palazzo Ducale la cerimonia per commemorare la doppia medaglia d’oro al valore conferita al 151° e 152 reggimento. Scoperta la lapide dei Lions
Sassari. Era il 24 maggio del 1958 quando venne posta all’ingresso del Palazzo Ducale di Sassari, donata dal Lions Club cittadino, una lapide commemorativa delle due medaglie d’oro attribuite alla Brigata Sassari, in particolare ai suoi due reggimenti, il 151° e il 152°, per gli atti eroici compiuti durante la Prima Guerra Mondiale. Questa mattina (giovedì 15 dicembre) il generale Arturo Nitti, comandante della Brigata, e il sindaco Nicola Sanna hanno scoperto la lapide rimessa a nuovo a cura, ancora una volta, dei due sodalizi oggi presenti in città, Lions club Sassari Host, presieduto da Antonalle Tirotto, dal Lions Sassari Monte Oro, presieduto da Gavino Terrosu. La Brigata Sassari è l’unica unità della Forza Armata che ha ricevuto il doppio riconoscimento. Ma la cerimonia di questa mattina è stata anche carica di significati. ««Il ricordo di coloro che hanno combattuto e sono morti per i valori della patria deve essere un monito per le nuove generazione, affinché le guerre non si ripetano», ha esordito il primo cittadino. «Queste situazioni hanno il compito di ricordarci che è più semplice mantenere la pace se ci si confronta ci si unisce, se si accoglie, se si cerca tutti assieme di superare le difficoltà. Attraverso la conoscenza reciproca si possono superare gli steccati ideologici, religiosi, culturali ed etnici, spesso usati per mascherare il pretesto vero di una guerra, basato sull’egoismo economico». Sanna ha inoltre ricordato il legame tra la città e la Brigata Sassari che rappresenta un simbolo per la stessa città, riconosciuto dalle amministrazioni comunali sia nel 1998, con l’assegnazione del Candeliere d’oro speciale, sia nel febbraio 2015, con l’attribuzione della cittadinanza onoraria. «L’impegno che la Brigata porta nelle sue missioni di pace – ha chiuso il primo cittadino – rappresenta anche l’impegno della città di Sassari».
Il generale Arturo Nitti ha evidenziato che «adesso la Brigata Sassari opera per evitare che ci siano conflitti e per risolverli. Lo abbiamo fatto in Libano di recente, lo abbiamo fatto anche negli anni passati. Sia l’accoglienza che avete riservato alla Brigata al rientro, sia questa cerimonia oggi – ha proseguito – è per noi un momento che ci consente di avvicinarci sempre più alla città di Sassari. La Brigata Sassari adesso è una realtà delle forze armate, radicata qui nel territorio attraverso i ragazzi sardi che la compongono almeno per il 75 per cento. Ci sentiamo parte integrante di quest’isola. Ecco allora che ricordare, attraverso noi, coloro che hanno creato questa unità è per noi motivo di orgoglio e fiducia per andare avanti».
Schierato il picchetto d’onore del 152° Reggimento fanteria “Sassari” e due sassarini in uniforme storica, che hanno deposto la corona d’alloro ai piedi della lapide. Il luogotenente Antonio Pinna ha dato lettura della motivazione per il conferimento del riconoscimento. Nel cortile interno, la banda musicale della Brigata in uniforme storica ha eseguito gli inni. Alla cerimonia, tra le altre autorità, hanno partecipato anche il presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau, il vice prefetto Salvatore Serra e il questore Maurizio Ficarra.





