Sant’Orsola chiede attenzione

Al via le audizioni dei Comitati di quartiere da parte della Commissione Affari Generali di Palazzo Ducale. Un apposito regolamento li istituzionalizzerà

 

 

CommAffariGenComitatoSantOrsolaSassari. Per il momento esiste solo una bozza ma l’obiettivo è arrivare ad una regolamentazione. I Comitati di quartiere sono già nati da diversi mesi e non si tratta di soggetti istituzionali che prenderanno il posto delle vecchie circoscrizioni, cancellate lo scorso anno, tranne quella della Nurra, che copre un territorio vastissimo che va dall’Argentiera a Tottubella. In città uno dei primi comitati che si è costituito, già un paio di anni fa, è quello di Sant’Orsola. Mercoledì mattina la Commissione Affari Generali di Palazzo Ducale, presieduta da Lalla Careddu (Città Futura), ha ascoltato il presidente del Comitato Francesco Sanna ed il vicepresidente Giovanni Mangatia.

«Siamo partiti sistemando una locandina all’edicola e con 150 iscritti al primo incontro. Adesso siamo arrivati a oltre mille, con 15 componenti nel comitato direttivo. La nostra sede è un garage e siamo tutti volontari», ha esordito Francesco Sanna, che ha illustrato ai consiglieri comunali i problemi del quartiere di Sant’Orsola. «È l’unico “imbottigliato”. Cerco di spiegarmi. Da una parte abbiamo la vecchia 131 e la ferrovia per Porto Torres; dall’altra la ferrovia per Sorso. Ai passaggi ai livelli ogni giorno si può arrivare ad un’ora persa con la chiusura della sbarra. Pensavamo che con l’apertura della Camionale il traffico potesse spostarsi lasciandoci respirare ma così non è stato. Sant’Orsola è diventato un quartiere di passaggio per raggiungere i megastore di Predda Niedda». Al primo posto, in una ipotetica lista di problemi, c’è la viabilità. «Le risposte che ci sono arrivate da Palazzo Ducale finora non ci hanno convinto. Anche perché quando leggiamo dichiarazioni o elenchi di lavori pubblici Sant’Orsola non c’è mai. Abbiamo tante idee e soluzioni. Per esempio, relativamente all’uscita verso la 131: a lato del semaforo c’è un tratto di 131 non più utilizzata. Perché non cercare di recuperare quel pezzo di strada?».

Il Comitato si riunisce ogni venerdì e gli argomenti sono sempre tanti, anche se va detto che alcuni sono ricorrenti, segno che davvero alcune situazioni non si sbloccano. Guai a parlare però di politica. «Se ci dovessero essere le elezioni per le cariche, e noi non siamo contrari, correremmo però il rischio di fare entrare la politica ed i partiti nel Comitato e non siamo schierati con nessuno. Il nostro compito, come comitato, è un altro. Ciascuno di noi è disponibile a lasciare l’incarico attuale, puntando su un direttivo a rotazione. Non abbiamo preclusioni di nessun tipo», ha spiegato Francesco Sanna. Ma la politica ed i partiti è bene che non ci siano.

Le audizioni dei Comitati di quartiere proseguiranno nelle prossime sedute della Commissione Affari Generali. «Sono stata da subito tra i commissari che hanno sollecitato di sentire i comitati già esistenti. Ci sono alcuni passaggi del regolamento che vanno messi a fuoco meglio. Allo stesso tempo faccio notare che ci sono quartieri che sono ancora “scoperti”, senza comitati spontanei», ha detto Lisa Benvenuto (Pd). I comitati attuali infatti, ha ricordato Giuseppe Mascia (Gruppo Misto), sono delle libere associazioni, tutelate dai principi costituzionali, mentre i comitati hanno dei precisi riferimenti nel codice civile. «Però una regolamentazione è necessaria, pur tenendo conto di questi riferimenti normativi». Posizione che non trova il sì invece di Giancarlo Carta (Forza Italia): «Sono contrario a regolamentare i comitati, perché ho paura che rinascano le circoscrizioni. Una cosa che nasce spontanea deve rimanere spontanea».

«Avete paura della politica? Eppure voi fate già politica, nel senso che vi interessate della comunità, della polis. Ecco perché è necessario regolamentare», ha aggiunto Luca Taras (Pd), che, da ex assessore alle Politiche della Mobilità, ha ricordato quanto è stato fatto dalla Giunta Sanna per il quartiere di Sant’Orsola: in un anno lavori per 400 mila euro.

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