San Giovanni Battista di Ploaghe, ‘intervenga il prefetto’
Lo chiede la Federazione Sindacati Indipendenti. «Purtroppo siamo ormai giunti al capolinea»
Sassari. «La gravissima situazione della fondazione San Giovanni Battista di Ploaghe richiede l’intervento urgente del prefetto al fine di sbloccare una situazione debitoria ormai arrivata al limite dell’esasperazione», dichiara la segretaria territoriale dell’FSI Mariangela Campus che ha appena inviato una lettera in tal senso. «Considerata la grave situazione debitoria in cui versa l’ipab Fondazione SGB Ploaghe – spiega la missiva – si evidenzia che da Gennaio 2015 I’Ente non riesce più a garantire regolarmente la retribuzione al personale ed ha accumulato quattro mensilità arretrate. Inoltre, né i fornitori, né le ditte in appalto vengono pagate e sono anch’esse giunte al limite dell’esasperazione».
«Recentemente, in data 6 ottobre, il Consiglio Regionale, in presenza dei lavoratori dell’ente, ha dato mandato all’assessore e alla Giunta regionale di reperire urgentemente le somme necessarie per il saldo degli stipendi arretrati. Nonostante le numerose proteste e manifestazioni fatte dai lavoratori, a tutt’oggi però sono state disattese tutte le promesse fatte dall’assessore regionale alla Sanità ed anche tutti gli impegni come quello appena citato».
«Ecco perché, considerata la drammaticità della situazione e la disperazione dei lavoratori, è urgente che il prefetto convochi le parti per un chiarimento», conclude la segretaria territoriale dell’FSI Mariangela Campus.
Il 28 settembre scorso l’FSI aveva scritto al presidente della Regione per sollecitare la soppressione della Fondazione San Giovanni Battista di Ploaghe ed il trasferimento di beni e funzioni alla ASL n. 1, oltre ad effettuare un’ispezione sul personale (assunzioni, convenzioni) e produrre una relazione su come e dove si genera il debito al fine di rintracciare il settore improduttivo. Questo perché la Fondazione San Giovanni Battista ha accumulato negli anni debiti per oltre 7 milioni di euro che continuano a crescere di giorno in giorno e di conseguenza, non essendo dimostrato un equilibrio di bilancio, è palese che non sia percorribile la strada di conversione in ASP (più volte tentata, ma sempre fallita).








