Sa Die de Sa Sardigna 2015, ricordando la Sarda Rivoluzione

Ieri mattina lo spettacolo itinerante “Procurade ‘e moderare” dedicati ai moti angioyani, promosso dall’Istituto Comprensivo San Donato in collaborazione con S’Arza Teatro

 

SaDie2015MotiAng2.jpgSassari. Grande attenzione domenica mattina per lo spettacolo itinerante “Procurade ‘e moderare – I moti angioini del Capo di Sopra”, presentato dall’Istituto Comprensivo San Donato in collaborazione con S’Arza Teatro, con il contributo della Regione Sardegna ed il patrocinio del Comune di Sassari. Con la regia di Romano Foddai sono state rievocate le vicende storiche del 1795/96 della “sarda rivoluzione” nel nord Sardegna. La ricostruzione storica, a cui ha collaborato lo storico professor Federico Francioni, riguarda i momenti salienti dei moti angioini come la rivolta contro le tasse feudali nel Logudoro, l’organizzazione della rivolta da parte di Gioacchino Mundula e il suo incontro con Angioy a Cagliari, la presa di Sassari e la fuga del duca dell’Asinara, l’ingresso trionfale di Giommaria Angioy a Sassari.

SaDie2015MotiAng1.jpgLo spettacolo è stato rappresentato seguendo un itinerario che è partito dalla scuola di San Donato per proseguire poi in corso Vittorio Emanuele, largo Infermeria San Pietro, piazza Mazzotti, Palazzo Ducale per concludersi in piazza Duomo. Hanno partecipato Maria Paola Dessì, Clara Farina, Francesco Petretto, Stefano Petretto, Dianora Sechi, Giovanni Salis, Giovanni Cosseddu, Lucia Giagheddu, Antonello Unida, i bambini del laboratorio “Aldebaran” del S’Arza Teatro, gli alunni della scuola elementare di San Donato, il coro “Amici del Canto Sardo” diretto dal maestro Salvatore Bulla, il corpo di ballo sardo dell’“ACF Thathari” e dei “Pizzinni di Santu Dunaddu”, i Tamburinaggi dell’Intergremio.

SaDie2015MotiAng3.jpg«I moti guidati da Angioy portarono in Sardegna i principi della Rivoluzione Francese proclamati nel 1789 con la Dichiarazione dei diritti dell’uomo. È importante anche oggi ricordare quei principi, sempre attuali, perché tutti devono sentirsi e devono essere riconosciuti come cittadini», ha detto al termine dello spettacolo il sindaco Nicola Sanna.

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