E.On riduce diverse linee di turno
Franco Peana, coordinatore regionale del Settore Elettrico della UILTEC-UIL, rivela gli interventi dell’azienda a Fiume Santo prima del passaggio ai cechi dell’Eph. «Miete posti di lavoro sino alla fine»

Sassari. «In riferimento ad alcune voci pubbliche rassicuranti e volte a spegnere gli incendi, in qualità di coordinatore regionale del Settore Elettrico della UILTEC-UIL, mi permetto con grande serenità di toni, ma con enorme preoccupazione per i lavoratori di Fiume Santo ed il suo territorio, di dissentire da quanto dichiarato da altre organizzazioni sindacali in quanto, proprio dai documenti proposti dall’azienda in dismissione E.On si prospetta una riduzione drastica di diverse linee di turno dei lavoratori diretti ed una cessione sommaria alle imprese d’appalto di attività prima esclusive degli interni». È quanto rivela Franco Peana della Uiltec-Uil. «Se questo significa “non ridurre” i posti di lavoro, allora bisogna cambiare il ” Vocabolario Italiano”».
«Desidero precisare – prosegue Peana – che alle 60 unità “poste in mobilità” nel 2014, quindi incentivate ad uscire ed entrare a carico della collettività, bisogna aggiungere le 20, allo stesso modo fuoriuscite nel 2013 e pertanto ad arrivare alla riduzione delle 120 propostesi dai tedeschi già dal 2012 mancano quella 40ina che temiano siano l’obbiettivo di questa trattativa in corso tra la multinazionale tedesca ed, altre da noi, organizzazioni sindacali. Ribadendo quella denuncia che già da tempo profferiamo a gran voce, temiamo che, Eph non ridurrà il personale una volta arrivata a Fiume Santo, perché il “lavoro sporco” del taglio delle teste sarà già completato dalla E.On prima di andare via, in quanto certo senza più niente da perdere sul piano dell’immagine pubblica. Appoggiare questo progetto deleterio è un offesa ai lavoratori, alle loro famiglie, ai sardi. Invitiamo i politici sardi ad inoltrare interpellanze, ordini del giorno, mozioni, con le quali si chiede agli interlocutori istituzionali, chiarezza su quanto accade nella nostra Regione per mano di una multinazionale tedesca».







