Una Dinamo brutta e senza idee sconfitta al Palaserradimigni
La Dolomiti Energia Trento conquista l’anticipo della decima giornata di campionato. All’ora di pranzo termina 73-88 per gli ospiti
Sassari. C’è poco da dire. Questa Dinamo è lontana anni luce non solo dalla squadra scudettata ma anche da quella dei cugini Diener. Anzi, a dirla tutta, è sicuramente la Dinamo peggiore da quando i biancoblù giocano nella massima serie. Il solo fatto di non avere rispettato la regola cardine dello sport, ovvero “squadra vincente non si cambia”, la dice lunga sui gravi errori commessi la scorsa estate nella definizione della rosa. E i tifosi se ne sono accorti. Oggi, domenica, all’ora di pranzo, al termine della pessima gara contro Trento, finita con un eloquente 73-88, non le hanno mandate a dire e hanno fischiato senza pietà. Altro che nuovo palazzetto o ampliamento di quello attuale. Qua bisogna ricostruire una squadra che non faccia figuracce in casa con il proprio pubblico, che paga fior di biglietto o di abbonamento. Il cambio di coach evidentemente non è stato sufficiente. I problemi sono altrove e porre rimedio ricorrendo al mercato non sarà facile. Niente è comunque ancora perduto.
Anche la Dolomiti Energia Trento è una squadra che ha rinnovato tantissimo, eppure è tosta anche quest’anno. A Sassari è rimasta avanti sin dal primo quarto, con una Dinamo che non è mai riuscita a recuperare, nonostate cinque uomini in doppia cifra (Haynes, Logan, Alexander, Eyenga e Varnado).
Così il coach della Dolomiti Energia Trentino, Maurizio Buscaglia: «Abbiamo fatto una buona partita, anche quando abbiamo dovuto soffrire, come all’inizio del secondo tempo quando la Dinamo ha reagito trovando un momento davvero incredibile, con un break importante. Abbiamo saputo riprendere in mano la gara, riprendendo il possesso dei rimbalzi, facendo circolare la palla e diminuendo i possessi di Sassari. Siamo rientrati sui nostri binari, abbiamo avuto minuti importanti da tutti i giocatori e abbiamo realizzato appieno il nostro piano partita. Dobbiamo avere la capacità di andare avanti così, con calma, con il nostro gioco». «Complimenti a Trento, che ha spiegato come si gioca la pallacanestro e come si sta in campo – ha commentato Marco Calvani, coach della Dinamo –. Chiedo scusa al pubblico perché dispiace avere il tutto esaurito e un sostegno straordinario e lasciare che i tifosi vadano a casa dopo aver visto una partita così. Una prestazione inqualificabile. Abbiamo giocato solo nel terzo quarto, nelle altre frazioni non siamo mai stati in partita. Merito di Trento ma noi ci abbiamo messo tanto del nostro, abbiamo concesso davvero troppo, i 30 punti che abbiamo segnato nel terzo quarto sono stati del tutto annullati dai 25 punti che abbiamo permesso a loro. È una cosa che faccio fatica a spiegarmi perché vedo la squadra lavorare durante la settimana, e la vedo farlo bene, con applicazione. Abbiamo concesso quasi 90 punti in casa, dimostriamo a non essere riusciti a metabolizzare il fatto che giocare il casa è un vantaggio non deve mettere pressione, e per come sono andate le gare fin dall’inizio del campionato ho la sensazione che quando siamo fuori la testa sia più libera. Devo cercare di capire cosa succede e far sì che questo fattore diventi positivo e faccia da sprone. Rispetto a quello su cui stiamo lavorando e a come abbiamo giocato le gare di Eurolega oggi siamo diversi passi indietro». (foto di Max Turrini)
Dinamo Banco di Sardegna 73 – Aquila Trento 88
Parziali: 17-23; 10-20; 30-25; 16-20.
Progressivi: 17-23; 27-43; 57-68; 73-88.
Dinamo Sassari: Haynes 13, Petway, Logan 10, Formenti, Devecchi 3, Alexander 15, D’Ercole 2, Marconato, Sacchetti 6, Stipcevic, Eyenga 10, Varnado 14. All. Massimo Maffezzoli.
Dolomiti Energia: Poeta 3, Pascolo 10, Baldi Rossi 11, Forray 12, Lofbero, Flaccadori 9, Sutton 11, Lockett 14, Lechtaler 3, Wright 15. All. Maurizio Buscaglia.
Arbitri: Tolga Sahin, Alessandro Vicino e Michele Rossi








