Ricordare la nascita della Brigata Sassari
La ricorrenza del 1 marzo si avvicina. Cento anni fa nacque la gloriosa unità dell’Esercito. Interpellanza del consigliere Manuel Alivesi: «L’Amministrazione comunale celebri in maniera adeguata l’importante anniversario»
Sassari. Il Comune celebri in maniera adeguata il centenario della fondazione della Brigata Sassari. È quanto chiede con un’apposita interpellanza il capogruppo di Forza Italia Manuel Alivesi, che si rivolge al sindaco Nicola Sanna e all’assessora alla Cultura Monica Spanedda per sapere «quali saranno le manifestazioni che l’Amministrazione comunale intende porre in essere per celebrare nel giusto modo tale importante ricorrenza al fine di non perdere questa occasione unica» per ricordare lo storico anniversario.
«La Brigata Sassari – scrive Alivesi – fu, per usare le parole di Emilio Lussu: “la prima brigata ad essere citata all’ordine del giorno dell’esercito, ed ebbe altre tre citazioni nel restante proseguo della guerra: le bandiere dei due reggimenti ebbero ognuna due medaglie d’oro al valor militare. Questa celebrità non mancava di ripercuotersi sui militari sardi delle varie formazioni e ancor maggiormente sulla popolazione dell’Isola: in realtà, la Brigata era la sua rappresentanza armata che si faceva onore”. Venne costituita in Sardegna tra il febbraio e l’aprile del 1915 e fu per l’intero arco dei tre anni e mezzo di guerra, l’unica formazione dell’esercito italiano reclutata su base regionale. Composta quasi esclusivamente di soldati ed ufficiali sardi, rappresentò dunque un’eccezione, destinata ad incidere profondamente sui suoi codici, sui suoi valori di riferimento, sul suo modo di combattere. La sua storia è, dunque, la storia di un “popolo in divisa”, di un pezzo di Sardegna trasferito al fronte con la sua lingua, le sue usanze e i suoi costumi. Tra il luglio del 1915 e il novembre del 1918, tra il Carso e Vittorio Veneto, ebbe circa duemila caduti e oltre tredicimila tra feriti, mutilati e dispersi. Venne largamente ricomposta più volte per le sue perdite (“disfatta dieci volte e dieci volte rifatta”, scrisse Camillo Bellieni, ufficiale di complemento negli anni del conflitto e grande teorico del sardismo nel dopoguerra), dopo le conquiste delle trincee delle Frasche e dei Razzi, i combattimenti sul Fior e sul Castelgomberto, gli assalti sul Monte Zebio. Da questi sacrifici, dal coraggio e dal valore mostrati in azione, dalla sua specificità nacque il “mito” della Brigata Sassari, destinato a rafforzarsi nella coscienza dei combattenti per diventare parte integrante dell’identità e della memoria collettiva di tutta la Sardegna nel dopoguerra. Il 24 luglio reparti della Brigata passarono l’Isonzo, iniziando quella lunga marcia sulla strada del sacrificio e della gloria che farà guadagnare due medaglie d’Oro al Valor Militare ai reggimenti della “Sassari”».

Il prossimo 1 marzo cadranno quindi i primi 100 anni di via della Brigata. «Affinché il suo immenso ed identitario patrimonio di valori continui a tenere viva la memoria del popolo Sardo, crediamo che sia doveroso celebrare gli intrepidi “Diavoli Rossi” della Grande Guerra, orgoglio e patrimonio dell’intera Sardegna, memoria e coscienza della nostra Isola, di Sassari e dell’Italia intera», dice ancora Alivesi, che chiede a sindaco e assessore se vogliano cogliere il suo invito «a farsi parte attiva per mettere in risalto questo anniversario storico che ha portato il nome di Sassari a conoscenza di tutto il mondo». Celebrazioni che possono comprendere incontri, convegni, eventi teatrali, cinematografici e musicali coinvolgendo tutti coloro che sono in grado di fornire contributi storici, come gli studiosi Giuseppina Fois, Giuliano Chirra e Manlio Brigaglia. Alivesi suggerisce inoltre di coinvolgere i Comuni del circondario che hanno dato un grande contributo: «Non esiste paese che non abbia la lapide con l’elenco dei propri caduti». Ma ci sono anche scuole di ogni ordine e grado della città, i cui studenti potrebbero approfondire gli eventi della I Guerra Mondiale. E infine «tutti quei Comuni in cui si sono svolte le battaglie più significative: Trincea delle Frasche, Trincea dei Razzi, Bosco Cappuccio, Bosco Triangolare, Sella San Martino, Altopiano di Asiago e Monte Fior».







