Rete metropolitana, approvato lo statuto
Dopo la Commissione Affari Generali, anche il Consiglio comunale ha detto sì. Astenuta Forza Italia. Critico il M5S: «Votatevi pure un atto di fede». Campus (Pd): «Surreale»
Sassari. Il Consiglio comunale dice sì allo statuto della Rete metropolitana. Il nuovo soggetto amministrativo del nord ovest sarà operativo quando tutti i comuni che ne fanno parte avranno fatto altrettanto. Sassari lo ha fatto venerdì mattina, al termine di una lunga discussione. Unici distinguo quelli dei consiglieri di Forza Italia, che si sono astenuti, e del M5S, che invece non hanno partecipato al voto. «Votatevi pure un atto di fede, preparato da chi non ha ritenuto che anche il nord Sardegna potesse avere la sua città metropolitana – ha commentato il capogruppo Maurilio Murru –. Siamo stati chiamati a votare lo statuto blindato di una figura fittizia, impossibile da emendare, attraverso una imposizione autoritaria che cozza sia con il ruolo di indirizzo politico che un consiglio comunale che si rispetti dovrebbe svolgere, che con quello spirito di condivisione e di partecipazione continuamente sbandierato da questa maggioranza, ma mai compiutamente realizzato». I due emendamenti del M5S, su cui era stata anche posta la questione sospensiva e il rinvio di tutta la pratica a un’altra seduta di Consiglio, sono stati infatti respinti.
Una presa di posizione, questa del M5S, che ha spiazzato Nicola Sanna. Tutti i sindaci dei comuni della Rete metropolitana, compreso quello di Porto Torres, hanno infatti già concordato un testo di statuto. «C’è un percorso e la titolarità dei sindaci a rappresentare le proprie comunità e non il partito di appartenenza. Questo statuto garantisce l’equilibrio, la partecipazione e la possibilità per tutte le popolazioni attraverso la rappresentanza istituzionale, di avere le condizioni di garanzia», ha spiegato il sindaco. «Adesso c’è l’urgenza, perché è tutto previsto dalla legge, di approvare e utilizzare tutte le opportunità normative per rappresentare politicamente tutte le esigenze di questo territorio. Se impieghiamo più di due mesi per approvare lo statuto, perdiamo ulteriori settimane di operatività». Sullo statuto, ha fatto notare Nicola Sanna, era stato trovato un punto di equilibrio, con il via libera anche dal sindaco di Porto Torres.
Sull’approvazione dello statuto della Rete metropolitana prende posizione anche Simone Campus (Pd). «È stato un Consiglio comunale a tratti surreale, col M5S che pur di non votare lo statuto della nuova Rete metropolitana ha preferito uscire dall’aula e con Forza Italia che dopo attacchi feroci al centrosinistra ha deciso di astenersi, offrendo uno spettacolo veramente ingeneroso per una città e un’amministrazione che si candidano a guidare un territorio intero. Quello che doveva comunque essere un momento di grande coesione per tutto il territorio, e di superamento delle rivalità politiche, con Sassari a fare da battistrada verso un percorso di sostanziale parità con Cagliari, è diventata l’occasione per rimbalzarsi responsabilità e rievocare antiche divisioni senza che questo abbia ad oggi nulla di costruttivo. Un piangersi addosso che ci fa solo male come territorio».
«La riforma degli enti locali – prosegue Campus – non è certo quella che il Nord Sardegna si aspettava, occorre riconoscerlo, e il Centrosinistra nel suo insieme se ne carica la responsabilità sulle spalle, ma non serve piangere su latte versato. Se non siamo riusciti ad ottenere il riconoscimento di città metropolitana è per l’incapacità di questo territorio di fare sistema che è una responsabilità generalizzata e non di una parte politica in generale, ma anziché prenderne atto e invertire la marcia si preferisce alimentare ulteriori inutili divisioni che ci isolano come città e ci indeboliscono agli occhi delle altre aree regionali. Il tentativo di bloccare l’approvazione dello statuto, rinviandone l’approvazione, dopo che tutti i sindaci e segretari comunali avevano condiviso il testo, è stato respinto dalla maggioranza che si è mostrata compatta, non poteva passare dal Consiglio comunale di Sassari un messaggio sbagliato che avrebbe interrotto un iter avviato da tutti i comuni dell’area vasta che ha già visto Sennori votare il nuovo statuto e vedrà nelle prossime ore tutti i comuni interessati aderire solennemente alla Rete. C’è da spettarsi che non arrivino scherzi da Porto Torres dove il sindaco ha prima dato via libera ad un testo condiviso e oggi sembra ostaggio del suo partito che sembra non condividere più l’impostazione dello statuto della Rete Metropolitana. Se così dovesse essere, deve risultare chiaro qual è la posta in gioco far saltare un assetto istituzionale unitario che è già fragile di per se condannerebbe il Nord Ovest della Sardegna alla più totale irrilevanza e all’impossibilità di compiere azioni strategiche. Se Porto Torres dovesse restare fuori dalla Rete, col suo porto e le sue infrastrutture industriali, farebbe un danno incalcolabile a tutto il territorio senza che per altro ce ne sia una ragione. Speriamo che i cittadini di Porto Torres e i suoi amministratori comprendano pienamente il pericolo perché certamente i 5Stelle non hanno capito a che gioco stanno giocando».






