Renato Soru con Luciano Mura a Porto Torres

Una nuova identità per la città turritana. «Ripartiamo dalle grandi risorse ambientali e culturali. Senza slogan, con parole semplici»

 

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(foto tratta dal profilo facebook del Pd Porto Torres)

Porto Torres. «Porto Torres deve ripartire con una nuova identità e una nuova mentalità. Senza slogan, con parole semplici ma soprattutto con il cuore e l’impegno di persone come Luciano Mura». Il segretario regionale del Pd Renato Soru ha voluto sintetizzare così il sostegno convinto di tutti i livelli del partito alla candidatura di Luciano Mura. Un sostegno anticipato anche alle parole del segretario cittadino Pinuccio Vacca e di quello provinciale Gianpiero Cordedda. L’incontro con l’europarlamentare ha consentito di ribadire un concetto più volte emerso in questa campagna elettorale: solo con il dialogo con il resto del territorio e con tutte le istituzioni si può uscire dall’isolamento di Porto Torres. Non si può rischiare di far guidare per altri cinque anni la città dagli stessi avventurieri che l’hanno messa in ginocchio, complici della catastrofica amministrazione guidata da Scarpa.

«La presenza di Renato Soru per noi è importante – ha detto Luciano Mura – perché ci consente di ricordare che molte delle attività infrastrutturali che ancora oggi si stanno realizzando nella nostra città sono arrivate proprio grazie alla Giunta regionale guidata da Renato Soru. Il finanziamento per la copertura dell’ingresso del porto di 39 milioni di euro, andato in appalto proprio le scorse settimane. E poi i 7 milioni di euro per il completamento delle banchine e i fondi per l’escavo del porto. Ricordo anche che prima della giunta guidata da Soru la camionale non era stata completata e non era collegata con Porto Torres. 900 mila euro stanziati dalla Regione hanno consentito di terminare quell’opera e di aprire finalmente la strada agli autoveicoli. Ricordo ancora che il traghetto che ci collega all’Asinara è frutto di un accordo di programma realizzato sempre con la presidenza Soru. Senza dimenticare, poi, i fondi per la realizzazione di 50 abitazioni di edilizia residenziale pubblica. Sono i risultati di un lavoro e di una visione di insieme, l’esatto contrario di quanto è avvenuto con la precedente amministrazione. In questa città c’è anche chi ora vuole affrontare le principali questioni uscendo da Abbanoa, o dall’Autorità Portuale o dal Consorzio industriale. Solo slogan che non vogliono affrontare ne risolvono i problemi».

«Dobbiamo pensare – ha detto ancora Mura – ad un’idea di sviluppo che non sia condizionata da i grandi gruppi industriali. Abbiamo una grande risorsa: i nostri giovani a cui dobbiamo dare opportunità e per i quali dobbiamo creare le condizioni perché rimangano nel nostro territorio. Dobbiamo ripartire dopo che in questi anni la nostra città si e attorcigliata intorno a se stessa. Non crediamo ai miracoli ma all’impegno vero e ai finanziamenti su progetti concreti. Innovazione e ricerca devono guidare il nostro processo di cambiamento che va fatto come area vasta perché ora le sfide si vincono come territorio».

«Condivido il modo con cui Luciano ha presentato il suo programma di governo della città – ha detto Renato Soru –. A Porto Torres il futuro deve essere costruito con una mentalità e un’identità nuova. Bisogna cercare di programmare lo sviluppo partendo da presupporti diversi. Dobbiamo costruire il nostro sviluppo partendo dalle grandi risorse ambientali, come l’Asinara e non guardando solo indietro, ai disastri ambientali che ha subito questo territorio. Dobbiamo ostinarci, ad esempio, ad approvare il piano di sviluppo del parco. Occuparsi di ambiente significa anche riconsegnare al territorio un tratto di costa mai utilizzato o mal utilizzato come quello di fiumesanto. Occuparsi di ambiente vuol dire lavorare ad un progetto di tutela e di utilizzo ottimale dell’isola parco. Significa puntare sulle bonifiche, costringere Eni a stanziare le risorse per effettuarle. Avremo in questo modo un territorio pulito e che potrà essere riqualificato utilizzando tecnologie e strumenti che tutelino l’ambiente.

Cambiare mentalità significa anche che quando pensiamo a Porto Torres non ci vengano in mente le ciminiere ma ci ricordiamo che c’è una delle basiliche più belle della Sardegna. Dobbiamo guardare ai beni e alla storia di questa città. Una nuova identità a Porto Torres si potrà affermare solo se l’amministrazione saprà dialogare con tutti. Luciano Mura – ha concluso Soru – ha dimostrato di avere competenze, di avere cuore, di avere la voglia di impegnarsi per dare a questa città una nuova mentalità ed una nuova identità».

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