Rapporto Crenos, Solinas: «Il centrodestra ha raccolto un’eredità pesante»

«Questa Giunta ha avviato riforme profonde attese da decenni. I dati del Pil della Sardegna sono in linea con quelli nazionali»

Christian Solinas

Cagliari. L’impegno di questa Giunta Regionale è stato imponente su tutti gli aspetti presi in considerazione dal rapporto: abbiamo avviato riforme profonde attese da decenni, per invertire la rotta e portare l’Isola sulla strada dello sviluppo. Il presidente della Regione Christian Solinas, commentando il rapporto illustrato dal Crenos, sottolinea l’importanza degli interventi attuati dalla Giunta sul problema demografico, su quello occupazionale, sul fronte dell’innovazione tecnologica, sul capitale umano e la formazione, sulla tenuta del sistema economico durante la pandemia e nel post covid.

È stato imponente nel corso di questa Legislatura, dice Solinas, l’impegno profuso in favore delle imprese per il mantenimento dei livelli occupazionali, con una mole di risorse stanziate per far fronte alla pandemia che non ha eguali né a livello regionale e né nazionale dato che la Sardegna è stata la prima regione d’Italia per risorse proprie investite. Così come è stato deciso l’impegno per la risoluzione delle principali vertenze che hanno interessato la Sardegna con l’obiettivo di mantenere le produzioni nell’Isola e salvaguardare i posti di lavoro o garantire quelle vie d’uscita necessarie per tutelare i lavoratori.

In questo contesto non è mancato il sostegno concreto al mondo del lavoro femminile e alle mamme lavoratrici per supportare il difficile equilibrio tra vita professionale e familiare: la Regione ha sostenuto concretamente imprenditrici, lavoratrici autonome e libere professioniste, mettendo in campo strumenti e risorse per sostenere, rafforzare e valorizzare la presenza femminile nel mondo del lavoro. Non meno incisivo è stato l’intervento per la valorizzazione del capitale umano e la formazione, così come nella mobilità giovanile finalizzata appunto alla formazione dei giovani.

All’innovazione tecnologica e agli investimenti in alta tecnologia si è guardato fin dal 2019, anno di insediamento della Giunta regionale, per far sì che si consolidi sempre di più l’immagine di una Sardegna conosciuta e apprezzata non solo per le sue bellezze turistiche e paesaggistiche ma anche come ecosistema favorevole per l’innovazione, la ricerca, lo sviluppo. Due esempi sono la riconversione dei pozzi minerari della Carbosulcis, che hanno sempre rappresentato un problema e sono diventati una risorsa con il progetto Aria, che ha portato alla realizzazione della torre di distillazione dell’Arno, un gas nobile, e l’impegno per la realizzazione dell’Einstein Telescope a Lula, finalmente candidata ufficiale dell’Italia. Esempi che contribuiranno anche alla lotta allo spopolamento dato che richiameranno nell’Isola, e in particolare in un territorio storicamente depresso, scienziati, ricercatori provenienti da tutto il mondo e rivitalizzeranno molte imprese sarde.

È proprio sullo spopolamento, che sul medio-lungo termine inciderà anche sui livelli demografici, che sono stati stanziati oltre 360 milioni di euro per le tre principali linee d’azione, ovvero il bonus nascita, le agevolazioni per le attività produttive, i mutui prima casa. Tre direttrici fondamentali per garantire un futuro alle famiglie che lì risiederanno e per accrescere la loro capacità d’impresa.

Gran parte dei dati esposti da Crenos, sottolinea ancora Solinas, si riferiscono al 2021, anno ancora falcidiato e funestato, sia dal punto di vista sanitario che da quello economico, dalla pandemia.

Le stime sul Pil sardo per il 2023 elaborate da Prometeia confermano per la Sardegna un aumento in linea con quello nazionale: non c’è quindi quel “collasso” del sistema Sardegna, titolo utilizzato per presentare il rapporto, degno più di un organismo di militanza politica che di una istituzione di natura accademica, dalla quale è lecito attendersi un esempio di rigore e imparzialità, conclude il presidente della Regione sarda.

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