Puc, il Pd boccia il sindaco Campus

«Non bisogna essere raffinati urbanisti per capire quanto tempo ha perso la città a causa della scelta di riscrivere le Norme tecniche di attuazione»

Giovedì scorso abbiamo assistito all’ennesima, sempre più sofferta, rappresentazione teatrale del sindaco Campus in materia di pianificazione territoriale e sviluppo socio economico della città.

Non bisogna essere raffinati urbanisti per capire quanto tempo perso (oltre 3 anni) e quanto ancora ne perderà la città a causa della scelta del sindaco di riscrivere nel 2019 le Norme tecniche di attuazione del Puc di Sassari invece che, molto più semplicemente, ammodernare e correggere quelle esistenti. Con un approccio arcaico, da vecchio amministratore del ‘900, invece che sviluppare e nel caso correggere, variante per variante, gli ambiti problematici – come suggerito dalla Regione – il sindaco ha scelto di affrontare la riscrittura del Puc, innescando ben due confronti tecnici con la Regione, tutti puntualmente persi, con il risultato che l’intera pianificazione territoriale è ancora drammaticamente bloccata a discapito dello sviluppo della città, così come il dibattito politico ancora inchiodato al 2019.

L’ormai noioso racconto di aver lavorato in questi anni per depotenziare la zona di Predda Niedda a favore della città compatta si rivela per quello che è, solo fumo negli occhi, visto che, si legge nel Puc di Campus, l’inserimento di altre nuove “Strutture commerciali” nelle zone destinate a Servizi d’Interesse Generale (G1), presenti anche a Predda Niedda, si rivela oggi beffarda con questo nuovo potenziamento che si somma al mantenimento delle attuali possibilità commerciali delle zone D (zone industriali Predda Niedda). Non si capisce, quindi, dove stia questa grande battaglia che questa maggioranza afferma di aver intrapreso per il rilancio della città e il sostegno al commercio di vicinato del centro. Non si capisce proprio che sviluppo avrà ora la città, visto che, al netto della noiosa retorica da illusionista del sindaco, la ricetta Campus risulta anche inefficace a salvaguardare il centro storico, nei confronti del quale nessuna politica di rigenerazione urbana e sociale vera e propria è stata nemmeno abbozzata, salvo quella degli ITI predisposta, negoziata e definita, dalla precedente amministrazione nell’ormai lontano 2016.

Con il Piano del Commercio ancora bloccato dall’ennesima variante promessa, con la “prospettiva di “nuove strutture commerciali ” ora ammesse da Campus nelle numerose zone G1 – inutile il nostro emendamento con il quale chiedevamo di eliminarle, bocciato invece dalla maggioranza e dal consigliere Daniele Deiana – si è solo pasticciato con uno strumento urbanistico che non dà risposte alle esigenze di armonizzazione del territorio, non dà risposte al centro storico, non dà risposte all’edilizia popolare e all’housing sociale, né tantomeno risponde alle esigenze complessive di sviluppo delle quali la città ha fortemente bisogno, soprattutto ora che siamo stati travolti dalla crisi post pandemica ed energetica.

Tra il caso MASPA, il blocco delle zone F4, i ritardi complessivi dei piani attuativi e, oggi, la riscrittura delle Norme Tecniche d’Attuazione del Puc, la “macelleria urbanistica di Campus” è tuttora in corso.

Gruppo Consiliare del Partito Democratico
Giuseppe Masala, Fabio Pinna, Giuseppe Mascia e Carla Fundoni

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