Provincia di Sassari, si ritorna all’antico

Adesso ricomprende tutto il nord Sardegna. Conferenza stampa dell’amministratore straordinario Guido Sechi. Sbloccati interventi per 11 milioni di euro. Dalla Regione nuove risorse per oltre 16 milioni, più 3 milioni e mezzo dal progetto Iscol@

 

 

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Guido Sechi

Sassari. Muore la provincia del nord ovest, rinasce la provincia del nord Sardegna. Si ritorna all’antico, ma non è possibile sapere ancora per quanto tempo. Sarà il referendum confermativo del prossimo autunno a decidere il destino degli enti provinciali anche in Sardegna. Per il momento il dato certo è che la provincia regionale di Olbia-Tempio, nata nel 2005, non esiste più. Quell’area gallurese si chiamerà “Zona omogenea”. Ma questo è tutto un altro discorso, legato alla legge regionale che ha introdotto, sulla falsariga di quella nazionale, le elezioni di secondo livello per le province (non saranno cioè i cittadini ad eleggere presidente, assessori e consiglieri, ma saranno gli enti territoriali). Intanto l’amministratore straordinario della Provincia di Sassari Guido Sechi dal 20 aprile ha assunto il compito di riunificare tutto il nord Sardegna sotto un unico ente. Lo scorso anno aveva sostituito presidente, Giunta e Consiglio alla scadenza di mandato come commissario, anzi, perché è questa la dizione esatta, come amministratore straordianario. Per la Gallura, la cui provincia era destinata alla chiusura, la Giunta regionale aveva nominato Giovanni Carta amministratore straordinario. Dopo quasi dodici mesi il nord est ritorna quindi sotto Sassari. E questo sarà un passaggio da completare nelle prossime settimane.

«Quando sono arrivato in Provincia ho trovato una situazione finanziaria poco favorevole. I mandati di pagamento erano fermi dal mese di maggio e non se ne potevano emettere di nuovi: per il 2014 era stato infatti sforato il Patto di Stabilità con una conseguente sanzione di 8 milioni e 300 mila euro», ha ricordato Sechi martedì mattina in occasione della conferenza stampa di fine e inizio di mandato. «Ho innanzitutto fatto una riorganizzazione dell’ente e con una deliberazione ho ridotto i dirigenti del 35 per cento, con due prepensionamenti da gennario 2016, due in comando alla Regione presso il Genio Civile e un altro al Comune di Alghero. E 39 dipendenti sono stati prepensionati. Adesso il personale conta su 262 unità, con una riduzione del 16 per cento, mentre prima erano 312. I settori passano da 10 a 6 e i dirigenti sono ridotti a quattro, con una dotazione organica complessiva ridotta da 469 a 265 unità. Ma sul piano del risparmio c’è anche quello dell’assenza della politica: non ci sono assessori o consiglieri». Inoltre, cammin facendo, «la fortuna ha voluto che il Governo emanasse un provvedimento di legge col quale ha eliminato il Patto di Stabilità. Quindi quel debito di 8 milioni e 300 mila euro non c’è più e di conseguenza siamo andati a credito. Questa serie di manovre finanziari ci ha messo nelle condizioni di sbloccare i mandati».

GuidoSechiConfstampa3Questi i numeri dei risparmi: 1.512.000 dai costi annui della politica, 1.751.000 da accertamento crediti, 1.650.000 da spesa annuale per il personale, 1.100.000 dalla rinegoziazione dei mutui, 8.300.000 dalla riduzione della sanzione del Patto di Stabilità del 2014. A queste cifre se ne aggiungono altre: 16 milioni e 200 mila euro da finanziamenti ottenuti dalla Regione per i cantieri della viabilità provinciale e tre milioni e 446 mila dal Progetto Iscol@. «Nel 2015 il Patto di Stabilità è stato rispettato, mentre le altre province, tranne Olbia, hanno sforato, qualcuno anche di 16 milioni di euro. Oggi possiamo dire che non abbiamo più pagamenti sospesi e non vi sono né ritardi né blocchi di cantieri, non dimenticando che tra il 2013 e il 2015 l’Amministrazione è stata coinvolta dalle imprese in contenziosi anche importanti».

Provincia3La gestione straordinaria si è caratterizzata per la programmazione e il costante monitoraggio degli spazi finanziari e delle loro economie. Gli spazi finanziari, da non confondere con gli stanziamenti, altro non sono che i vincoli di cassa che il Patto di Stabilità impone alla Provincia. L’amministratore sentiti i dirigenti ed esaminate le priorità nella realizzazione delle opere pubbliche proposte dagli stessi ha proceduto, con propria deliberazione, alla ripartizione degli spazi finanziari disponibili, in modo che qualunque opera avviata e contenuta negli spazi, avesse certezza dei relativi pagamenti. Mai precedentemente – è stato ricordato – era stata adottata dall’ente una delibera in tal senso. Per ciascuna opera, si sono valutati, per eccesso, gli stati di avanzamento potenzialmente maturabili nel corso dell’anno che avrebbero portato all’emissione di mandati di pagamento. Periodicamente si sono verificate le eventuali economie e ridistribuite le stesse al fine di consentire l’affidamento e l’esecuzione di ulteriori opere. Con cinque deliberazioni adottate dall’amministratore straordinario nel corso di otto mesi di gestione, sono stati monitorati e ripartiti gli spazi finanziari, sbloccando e garantendo per il 2016 interventi per circa 11 milioni di euro (10.995.334). È stato così sbloccato, per esempio, l’intervento sul sottopasso della 131 a Predda Niedda, ma anche la rotatoria di Muros o frana di Nughedu. In più, come detto, ci sono ulteriori spazi finanziari per nuovi investimenti nella viabilità garantiti dalla Regione Sardegna, attraverso il cosidetto “mutuo infrastrutture”, per 15 milioni e 780 mila euro; la restante somma pari a 420 mila euro è garantita in parte con altri finanziamenti regionali e in parte con residui di mutuo. Nelle scuole in questi mesi sono state garantite le manutenzioni straordinarie ad opera della Multiss. Nel 2015 i dipendenti erano in cassa integrazione. «Con le manovre finanziarie siamo riusciti con un accordo sindacale a dare certezza ai lavoratori. Così fino al secondo semestre di quest’anno», ha spiegato Guido Sechi.

GuidoSechiConfstampa1«Ho rispettato alla perfezione tutta la programmazione della Giunta che mi ha preceduto. Non ho cambiato niente di quanto già programmato. Cerco di portare a termine tutto questo. Ci sono in più opere aggiuntive e migliorative perché si sono verificate novità finanziarie dalla Regione». Sono inoltre previsti ulteriori finanziamenti per la ristrutturazione della sala consiliare “Sciuti”, inagibile da alcuni anni: per l’intervento ci sono 700 mila euro. Ma si sta programmando un intervento da un milione di euro anche sulla Alghero-Bosa, nel tratto ridotto ad una carreggiata; e poi sulla Ozieri-Pattada. Con i fondi di riserva inoltre è stato possibile garantire i servizi ed i trasporti per gli studenti disabili.

«Chiediamo meno centralismo a Cagliari ma dobbiamo attuarlo anche noi sul territorio. Dal 28 aprile la provincia è ritornata con 100 comuni. I servizi a Olbia rimarranno tutti, non verrà smantellato niente. A Sassari tornerà solo la ragioneria con il personale. Adesso si tratta di armonizzare le due contabilità: la circolare dell’assessore Erriu prevede che si procederà con gestione stralcio per Olbia e mentre a Sassari si opererà in dodicicesimi. Poi ci sarà l’approvazione definitiva del bilancio unico». Questo dovrebbe avvenire nella prima decade di luglio. In attesa del referendum confermativo della riforma costituzionale programmato per l’autunno, tra qualche giorno sarà approvato il nuovo statuto della Provincia del nord Sardegna. «Se il referendum passa le province spariscono; se vinceranno i no rimarrà la provincia ma di secondo grado. Così la stiamo prevedendo nello statuto, con due collegi elettorali di secondo grado, uno per il nord ovest e un altro per la Gallura. Ma è tutto ancora in fieri», ha concluso Guido Sechi.

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